
Ogni giorno, in alcune stazioni ferroviarie e aeroporti, si muovono milioni di persone. Non sono più solo luoghi di passaggio: sono diventati il volto pulsante delle città che li ospitano. Dietro a pareti di vetro e strutture metalliche, si nasconde un racconto di identità culturale e sostenibilità ambientale. L’architettura dei trasporti ha smesso di essere solo funzionale, trasformandosi in simbolo di innovazione e design. Non a caso, gli Architizer A+Awards, giunti alla quattordicesima edizione, premiano proprio questa nuova visione, confermandosi un osservatorio internazionale di tendenze e cambiamenti.
Aeroporto Techo di Phnom Penh: tradizione e sostenibilità in un solo progetto
Tra i vincitori del 2026 spicca l’aeroporto internazionale Techo di Phnom Penh, in Cambogia, firmato dallo studio Foster + Partners. La prima cosa che colpisce è la copertura ondulata, sorretta da colonne alte 36 metri a forma di albero. Questa struttura non serve solo a far filtrare la luce naturale, ma mantiene freschi gli ambienti in un clima tropicale. Il tetto non è solo un riparo, ma definisce l’atmosfera interna, garantendo comfort e qualità dell’aria.
Il terminal è dotato di tecnologie verdi, con un impianto fotovoltaico che copre quasi tutto il fabbisogno energetico. Il design fonde elementi tradizionali cambogiani con soluzioni moderne, creando un ponte tra passato e presente. Situato a 20 chilometri da Phnom Penh, l’aeroporto fa parte di un progetto più ampio di sviluppo urbano. Oggi può gestire 13 milioni di passeggeri all’anno, ma sono già previsti ampliamenti fino a 30 milioni. L’obiettivo è offrire ai viaggiatori un’esperienza semplice, intuitiva e immersiva, anticipando la crescita di questa città aeroportuale.
Maxcanú, Yucatán: una stazione che parla la lingua della cultura maya
La stazione ferroviaria di Maxcanú, nello Yucatán messicano, ha conquistato il pubblico nella categoria trasporti. Progettata da GI21 Arquitectura per il Treno Maya, questa stazione è molto più di un semplice punto di arrivo e partenza. È un luogo che si integra con il paesaggio e la cultura locale. A 65 chilometri da Mérida, si ispira alla tradizione maya e alla natura che la circonda.
I colori rosso cocciniglia richiamano gli edifici storici di Maxcanú, mentre le forme richiamano i motivi e gli spazi aperti tipici dell’arte maya. Nelle aree d’attesa, griglie prefabbricate riproducono tessuti tradizionali, creando giochi di luce e ombre che ricordano la giungla. Non manca un giardino con piante autoctone, pensato per migliorare il benessere e mitigare il caldo umido del clima tropicale.
Il progetto ha tenuto conto anche delle particolarità geologiche del territorio, segnato da cenotes e reperti archeologici trovati durante i lavori. Con materiali locali e tecniche tradizionali, la stazione si inserisce in armonia nel paesaggio, diventando un esempio di infrastruttura moderna che affonda le radici nella storia e nell’ambiente.
Linea 5 Eglinton a Toronto: mobilità fluida e spazi urbani integrati
La Linea 5 Eglinton di Toronto si è aggiudicata il premio della giuria per gli interni legati ai trasporti. Progettata da Arcadis, questa metropolitana si estende per 19 chilometri in una delle zone più frequentate della città, con 15 stazioni sotterranee e 10 fermate a livello strada, inclusi due terminal multimodali che si integrano perfettamente nel tessuto urbano.
Il progetto si distingue per un design chiaro e funzionale: le stazioni sono facili da capire e da attraversare, sia per chi vive in città sia per i turisti. Le facciate trasparenti e le ampie pensiline aiutano a orientarsi, mentre i percorsi interni sono segnalati con chiarezza. L’attenzione all’accessibilità e alla modularità degli spazi rende l’esperienza quotidiana più semplice e confortevole. Qui la forma segue la funzione senza rinunciare a un’estetica moderna, ben inserita nel contesto urbano.
Stazioni Édouard-Montpetit e McGill a Montréal: funzionalità e radici locali
Il pubblico ha scelto come vincitrici le stazioni Édouard-Montpetit e McGill, parte del Réseau Express Métropolitain di Montréal. Progettate da Bisson Fortin, Perkins&Will e Lemay, queste due stazioni sono esempi concreti di spazi pubblici che uniscono funzionalità e identità culturale. Édouard-Montpetit è la stazione più profonda del Canada, a 72 metri sotto il Monte Royal, collegata direttamente con la Linea Blu della metropolitana. All’interno, l’opera “Le mont habité” di Manuel Mathieu arricchisce l’ambiente.
La stazione McGill si trova nel cuore commerciale di Montréal, collegando la REM alla Linea Verde, alla Città Sotterranea e alle principali aree dello shopping. Il design interno richiama i toni del fiume San Lorenzo e delle montagne vicine, creando un’atmosfera rilassata e coerente con il paesaggio urbano. In entrambe le stazioni, il flusso degli spostamenti si sposa con il rispetto per la storia e l’ambiente locale, rendendo ogni spazio immediato e accogliente.
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Il panorama delle infrastrutture di trasporto oggi dimostra uno sforzo concreto per coniugare efficienza, sostenibilità e cultura locale. Questi premi mettono in luce come architetti e ingegneri stiano andando oltre il semplice attraversamento, trasformando stazioni e aeroporti in punti di riferimento pensati per migliorare la vita in città e l’esperienza di chi viaggia.
