Barry’s Bay, Ontario, è un luogo che sembra uscito da un sogno d’estate: lunghe giornate, amicizie profonde, un amore che brucia forte. Percy Fraser ha vissuto lì sei estati, segnate da momenti intensi con Sam Florek. Ma poi qualcosa si è spezzato, un errore, una ferita che ha allontanato i due. Anni dopo, la notizia della morte della madre di Sam e Charlie fa tornare Percy da Seattle, dove ormai lavorava, proprio a Barry’s Bay. Riprende così un legame fragile, pieno di nostalgia e tensioni mai risolte. La serie “Un anno dopo l’altro”, disponibile su Prime Video dal 10 giugno 2026 e tratta dal bestseller di Carley Fortune, racconta tutto questo con una delicatezza che ha conquistato molti. Peccato che, a dispetto dell’ambientazione così radicata, le riprese non siano state fatte nella vera Barry’s Bay. Una scelta sorprendente, che ha acceso la curiosità di fan e critici.
Barry’s Bay, piccolo centro canadese sulle rive del lago Ontario, è un elemento chiave della storia, quasi un protagonista a sé. Le sue atmosfere estive, le amicizie, le dinamiche familiari di Percy e Sam sono fortemente legate a quel luogo. Eppure, la troupe ha deciso di non girare lì. La ragione è pratica: per avere a disposizione studi, professionisti e infrastrutture tecniche più attrezzate, si sono spostati verso Vancouver. La zona offre tutto ciò che serve per lavorare senza intoppi, mantenendo comunque la cornice canadese. Inoltre, Vancouver è perfetta anche per ricreare la Seattle dove Percy vive e lavora.
L’area metropolitana di Vancouver, con i suoi grattacieli e i quartieri vivaci, è diventata la Seattle di “Un anno dopo l’altro”. Il waterfront e il centro, con edifici moderni, ristoranti e spazi di coworking, fanno da sfondo a molte scene. Tra le location più riconoscibili spicca The Stack, un grattacielo di trentasei piani premiato per il design a zero impatto ambientale, dove sullo schermo si trova l’ufficio di Percy. Non mancano l’Harbour Center, famoso per il suo osservatorio panoramico chiamato Lookout, e altri edifici iconici come Living Shangri-La, Vancouver House e One Wall Center che arricchiscono le inquadrature urbane. Infine, il Canada Place, noto terminal crocieristico dall’architettura unica, offre uno sfondo futuristico che sottolinea il dinamismo della città. Chi conosce l’architettura canadese riconoscerà subito questi luoghi.
A pochi chilometri da Vancouver, raggiungibile con un traghetto di venti minuti, c’è l’isola di Bowen, un’altra location chiave della serie. Qui la natura incontaminata fa da rifugio a chi vuole staccare dalla frenesia urbana. L’isola è amata dai locali per passeggiate, escursioni e sport acquatici come kayak, pesca e immersioni. I panorami sulla Baia di Howe fanno da cornice a molte scene, regalando scorci autentici e rilassanti. Oltre alle attività all’aperto, Bowen Island ospita piccole gallerie d’arte, musei e manifestazioni culturali legate alle tradizioni locali e ai popoli nativi. Tra le esperienze tipiche da non perdere ci sono le distillerie artigianali di sidro, spesso protagoniste delle serate tra i personaggi della serie. Questa scelta aggiunge un tocco di natura che contrasta con l’ambiente urbano, aiutando a raccontare al meglio le emozioni e le storie dei protagonisti.
“Un anno dopo l’altro” mescola così luoghi reali e finzione, trasformando Vancouver e dintorni nel palcoscenico ideale per narrare estati fatte di adolescenza, amori complicati, ritorni inattesi e paesaggi suggestivi. Ancora una volta, la serie conferma il successo del connubio tra letteratura e televisione su Prime Video.
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