Il 6 e 7 giugno, in Italia, si spalancheranno i cancelli di 300 giardini storici. Un numero record per “Appuntamento in Giardino”, l’evento che da anni celebra il verde e la storia nascosta dietro ogni parco. Sono oltre 420 appuntamenti tra visite guidate, incontri e concerti, distribuiti in tutte le 20 regioni. Quest’anno, il focus non è solo sulle piante o sulla bellezza, ma su come il paesaggio racconta storie, conserva memorie e svela significati spesso invisibili a uno sguardo distratto. Un invito a vedere oltre il semplice sfondo, a entrare nel cuore pulsante del nostro patrimonio culturale.
Il tema scelto per questa edizione è “La Vista”. Un invito a osservare i giardini da più punti di vista, non solo per la loro bellezza, ma per capire come raccontano storie e intrecciano la memoria umana con la natura. Ogni giardino diventa così un piccolo mondo da esplorare, con i suoi strati culturali e il suo equilibrio ecologico. Così, una semplice passeggiata si trasforma in un’esperienza che aiuta a cogliere il valore simbolico di questi luoghi.
L’iniziativa fa parte del circuito europeo “Rendez-vous aux jardins”, che coinvolge più di venti Paesi e punta a far crescere la consapevolezza sul ruolo dei giardini nel patrimonio culturale europeo. La Festa Italiana dei Giardini si inserisce così in un contesto più ampio, ribadendo l’importanza dei nostri spazi verdi anche a livello internazionale.
Una novità importante di quest’anno è la presenza di molti giardini restaurati grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza , finanziato dall’Europa. Oltre 70 siti apriranno mostrando i risultati concreti di interventi di restauro e valorizzazione. Questi lavori fanno parte dell’Intervento 2.3 dedicato proprio ai parchi e giardini storici, segnando la fine di una fase di investimenti strategici.
Il Ministero della Cultura ha destinato 300 milioni di euro per tutelare e valorizzare più di 120 parchi e giardini selezionati. A questo si aggiungono interventi su grandi complessi storici e un programma per formare giardinieri esperti, figure fondamentali per garantire la cura e la conservazione di questi spazi nel tempo. Non si tratta solo di restauri, ma di un vero e proprio progetto per mettere in sicurezza il nostro patrimonio verde.
Per il pubblico, questa è un’occasione unica per vedere da vicino ambienti rinnovati, frutto di uno sforzo importante per rilanciare la cultura e la natura dopo gli anni difficili della pandemia.
La forza di “Appuntamento in Giardino” sta anche nella varietà degli spazi coinvolti. Ci sono i grandi giardini famosi come Boboli a Firenze o il Real Bosco di Capodimonte a Napoli, ma anche spazi più piccoli e meno conosciuti, ricchi di storia e fascino. Si possono visitare orti botanici con collezioni preziose o giardini contemporanei che raccontano nuove sensibilità sul paesaggio.
Tra i siti più rappresentativi spiccano la Villa Medicea di Cerreto Guidi in Toscana, il Castello di Agliè in Piemonte e Villa Pisani a Stra, luoghi che testimoniano la ricchezza e la varietà delle tradizioni del verde italiano. Questa offerta ampia permette di capire quanto il paesaggio italiano sia vario e profondamente legato alla nostra cultura.
L’evento punta quindi a far conoscere non solo i giardini più celebri, ma anche quelle piccole gemme nascoste che hanno un ruolo importante nella storia del nostro Paese.
Anche le dimore storiche private giocano un ruolo da protagoniste, con oltre cinquanta proprietà aperte grazie all’Associazione Dimore Storiche Italiane. Questi luoghi, spesso visitabili solo in rare occasioni, offrono uno sguardo unico su paesaggi e storie che si estendono dal Piemonte alla Sicilia.
Tra le proprietà aperte ci sono Palazzo La Marmora e Tenuta Berroni in Piemonte, Villa da Schio e Castello di Roncade in Veneto, Villa Togni Averoldi in Lombardia, La Cervara in Liguria, Villa Le Corti in Toscana e Villa Negri Arnoldi in Umbria. Nel Lazio si visita Villa Bell’Aspetto, mentre in Puglia e Sicilia aprono Castello di Depressa e Villa Tasca a Palermo.
Particolare attenzione va alle ville di Lucca, che con l’Associazione Ville e Palazzi Lucchesi celebrano 40 anni di attività. Palazzo Pfanner e Villa Mansi sono tra i gioielli che raccontano la storia e l’arte dei giardini ben conservati.
La presenza delle dimore private arricchisce l’evento, offrendo l’opportunità di entrare in spazi esclusivi e contribuendo a valorizzare a tutto tondo il patrimonio paesaggistico italiano.
Il Fondo per l’Ambiente Italiano conferma il suo ruolo con quattordici beni partecipanti, tra cui il Giardino della Kolymbethra ad Agrigento e Villa della Porta Bozzolo in Lombardia. A Villa Rezzola, in Liguria, il recente restauro finanziato dal PNRR ha riportato lustro al giardino, tra le tante iniziative dedicate al verde storico.
Oltre alle grandi istituzioni, crescono l’impegno di comuni e comunità locali, che vedono nei giardini un valore culturale, educativo e sociale importante. Luoghi come il Giardino dei Ciucioi a Lavis, in Trentino, e la Villa del Prefetto a Potenza dimostrano quanto questi spazi siano fondamentali per le città e i territori.
A Roma, il Giardino Cairoli è curato da volontari dell’Associazione Huffer, un esempio di come anche i privati e le realtà civiche possano fare la differenza nella tutela e promozione del verde.
Il successo dell’appuntamento passa anche da questa collaborazione tra istituzioni e comunità, che garantisce un futuro solido e condiviso al patrimonio verde storico.
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