Tra la Gallura e le rocce calcaree del nord-est della Sardegna emerge un’isola poco conosciuta, dalla forma che ricorda una mola vista dall’alto. Molara non è certo una meta affollata, ma un angolo di natura selvaggia dove piante e animali protetti trovano rifugio. Qui, il tempo sembra essersi fermato: oltre ai paesaggi granitici e alle spiagge raggiungibili solo via mare, l’isola custodisce tracce di antichi insediamenti. Parte del comune di Olbia e inserita nel parco marino di Tavolara – Punta Coda Cavallo, Molara è un piccolo scrigno di storia e natura ancora tutto da scoprire.
Diversa dalla vicina Tavolara, che si alza come una grande cattedrale calcarea bianca, Molara è tutta di granito. Le sue colline sono arrotondate dal vento dello scirocco, che ha modellato un profilo dolce e morbido. L’isola è priva di insediamenti stabili e ha visto pochissimo impatto umano, così la macchia mediterranea si presenta nella sua forma più autentica.
Olivastri secolari dominano il paesaggio, accompagnati da lentischi, ginepri e cisti. Qui trovano rifugio specie rare di uccelli, come il gabbiano corso, il falco pellegrino e il cormorano, che scelgono Molara per nidificare nel Mediterraneo occidentale. Anche le acque intorno all’isola sono un tesoro: limpide e ricche di vita marina, offrono rifugio a pesci e invertebrati, mentre le barche sembrano sospese sull’azzurro, specie nelle famose Piscine di Molara, uno spettacolo di luce e colore.
La costa di Molara è un alternarsi di spiagge sabbiose e calette nascoste, spesso raggiungibili solo con imbarcazioni private o escursioni organizzate. Tra rocce levigate e insenature, i fondali chiari riflettono i raggi del sole in mille sfumature, dall’azzurro al verde smeraldo.
Il punto più fotografato è senza dubbio le Piscine di Molara, sulla costa sud-occidentale. Qui l’acqua trasparente e il fondale sabbioso poco profondo creano un gioco di onde dolci che incanta. Chi ama snorkeling e immersioni trova un vero paradiso, con banchi di occhiate, castagnole e saraghi che nuotano tra le praterie marine protette.
Tra le calette più suggestive spicca Cala dei Francesi, dove la sabbia chiara si fonde con gli scogli granitici e la macchia mediterranea. Il fondale digrada dolcemente, creando un ambiente perfetto per pesci e stelle marine. Più appartata, Cala Finanza è ideale per chi cerca tranquillità e contatto con la natura, mentre Cala Spagnola è spesso punto di partenza per escursioni verso l’interno, dove si trovano resti di antichi insediamenti e fortificazioni.
Molara porta con sé una storia intensa e antica. La tradizione vuole che nel III secolo dopo Cristo, Papa Ponziano sia stato esiliato qui insieme al sacerdote Ippolito. “Un episodio che ha lasciato un segno profondo, tanto da spingere alla costruzione di un piccolo monastero e di un borgo dedicato a San Pietro.”
Ancora oggi si possono visitare i ruderi del villaggio medievale, che testimoniano una comunità attiva fino al XV secolo, e i resti di un monastero femminile. Sul Monte Casteddu si trovava il Castello di Molara, una struttura difensiva dell’epoca giudicale costruita per controllare la costa insieme ad altre fortificazioni della Gallura.
Tra le tracce più recenti c’è un’antica azienda agricola ottocentesca, dove si allevavano bovini e capre per la produzione di formaggi. Alcuni animali vivono ancora allo stato brado, a testimonianza di un legame forte con la tradizione rurale dell’isola.
Villa Tamponi, a circa 158 metri di altezza nella parte occidentale, domina il panorama sulla Gallura e su Tavolara. Ancora oggi è proprietà della famiglia Tamponi, che custodisce gelosamente questo pezzo di Sardegna.
Molara fa parte del comune di Olbia e si trova tra Porto San Paolo, Capo Coda Cavallo e San Teodoro, in uno degli ambienti marini più importanti del nord-est sardo. Insieme a Tavolara, Molarotto e altri isolotti, costituisce un sistema protetto che tutela flora e fauna.
Essendo un’isola privata, l’accesso è permesso solo con visite guidate organizzate dall’Associazione Culturale Molara, che si occupa di valorizzare e proteggere il patrimonio storico e naturale. Durante l’estate, da diversi porti della costa partono escursioni giornaliere che includono Molara e le isole vicine.
Questo sistema controllato limita il turismo di massa e permette di conservare intatti gli ambienti e le testimonianze archeologiche, offrendo a chi arriva un’esperienza autentica e lontana dai percorsi più battuti.
A un miglio dalla costa sud di Molara giace il relitto del mercantile francese Oued Yquem, affondato nel 1941 durante la Seconda Guerra Mondiale. A circa 40 metri di profondità, è diventato uno dei siti di immersione più amati della zona.
Ricoperto da spugne colorate, il relitto ospita colonie di cernie, ricciole, dentici e saraghi, regalando ai subacquei uno spettacolo di colori e vita marina. Protetto dal parco marino, l’ambiente subacqueo si conserva in ottime condizioni, permettendo di esplorare una pagina di storia sommersa immersi in un habitat ricco e prezioso.
Il Castello di Loarre si erge maestoso su uno sperone roccioso, a più di mille…
Una ferita aperta nel cuore del Mediterraneo: Tiro, la millenaria città del sud del Libano,…
Nel 2024, la Sicilia continua a conquistare il grande schermo. Non è solo una cornice…
A pochi chilometri da Siena, la Val di Merse si svela come un tesoro nascosto…
# Tróia, un lembo di sabbia tra oceano e storia Un lembo di sabbia sottile…
Nel 2026, Lima si appresta a diventare una delle destinazioni più ambite per chi cerca…