Marco è un attore dal talento indiscusso ma dal carattere impossibile. Finito ai margini dello spettacolo dopo uno scandalo, si trova a un passo dal baratro. Poi arriva una chiamata dalla zia: “Vieni a Bassano del Grappa, insegna teatro in carcere”. Non è solo un cambio di scena, ma un salto dentro se stesso. Tra ricordi sbiaditi e amori mai chiusi, Marco deve riscrivere la sua storia. “Meglio tardi che mai” racconta tutto questo, intrecciando vita e arte. Il 31 maggio 2026, Rai 1 farà entrare il pubblico in questa città, così viva e carica di memoria.
Marco, interpretato da Lorenzo Richelmy, è un attore di talento ma anche arrogante. Dopo un episodio di offesa verso una collega, si ritrova isolato, il mondo dello spettacolo gli volta le spalle. La zia lo invita a Bassano del Grappa per insegnare teatro in carcere: una possibilità per cambiare strada, per ripartire lontano dai riflettori di Hollywood.
In carcere incontra Arianna , il suo grande amore di gioventù, detenuta per una presunta truffa che lei sostiene di non aver commesso. Questo incontro riaccende sentimenti sopiti e li costringe a fare i conti con le loro storie e con una realtà difficile. Con il sostegno di altri personaggi ben interpretati – da Emanuela Grimaldi a Sergio Assisi – Marco affronta emozioni forti e situazioni complesse.
La sceneggiatura di Giuseppe Curti sa dosare bene tensione e sentimento, evitando il rischio del melodramma. La storia di Marco e Arianna si intreccia con temi come la giustizia, il cambiamento e la speranza di una nuova vita, nonostante le ombre del passato.
Bassano del Grappa non è solo lo sfondo del film, ma un protagonista silenzioso. La città veneta porta con sé un patrimonio storico e culturale che arricchisce ogni inquadratura. Le sue vie strette, le piazze, il fiume Brenta e il celebre Ponte Vecchio regalano al racconto un’identità forte, fatta di memoria e simboli.
Il Ponte Vecchio, o Ponte degli Alpini, è un emblema della resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale, teatro di scontri tra partigiani e occupanti. Nel film diventa un luogo dove passato e presente si incontrano. Vicino c’è il Museo degli Alpini, che conserva ricordi di sacrifici e coraggio.
Non solo guerra: Bassano ha anche un legame importante con la letteratura, grazie al museo dedicato a Ernest Hemingway, che servì la Croce Rossa proprio in questa zona durante la guerra. Una testimonianza della ricchezza culturale della città, capace di ispirare grandi personalità.
Passeggiando per il centro storico si percepisce l’anima di Bassano. Dalla piazza principale, con il Monte di Pietà e la Casa Dal Corno Bonato, emerge una città che nei secoli ha saputo essere centro di attività economiche e culturali.
La tradizione locale ha radici profonde nella coltivazione del tabacco e nella produzione di grappa. La “Via del Tabacco” e la storica Grapperia Nardini sono tappe obbligate per chi vuole scoprire la città attraverso i suoi sapori e le sue storie.
Tra i luoghi simbolo non possono mancare il Castello degli Ezzelini, il Duomo di Santa Maria in Colle, Piazza della Libertà con la chiesa di San Giovanni e la Cappella del Sacramento, e la Torre Civica, che domina il profilo urbano come un segno indelebile della sua identità.
Bassano del Grappa si è candidata a Capitale della Cultura per il 2029, e non è un caso. La città non si distingue solo per le sue ricchezze artistiche e storiche, ma anche per la capacità della comunità di valorizzare il proprio patrimonio in modo moderno e coinvolgente.
Questa candidatura rappresenta un’occasione per proteggere i luoghi storici, promuovere eventi culturali e attrarre un turismo consapevole. Che proprio un film come “Meglio tardi che mai”, raccontando una storia di rinascita personale e collettiva, abbia scelto Bassano come sua casa è un segnale forte.
Bassano del Grappa si conferma così un punto di riferimento, non solo per la sua bellezza, ma per l’incontro vivo tra cultura, memoria e vita quotidiana che invita a scoprire, oltre l’apparenza.
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