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Italia lancia la prima Carta Nazionale per la sostenibilità dei siti UNESCO: equilibrio tra turismo, sviluppo e tutela dei territori

A Treviso, tra le mura di una sala affollata, è nata una novità che potrebbe cambiare il volto del turismo nei siti UNESCO italiani. Per la prima volta, è stata presentata una Carta Nazionale della Sostenibilità dedicata proprio alle destinazioni che custodiscono quel patrimonio unico al mondo. Non si parla più soltanto di proteggere monumenti o paesaggi, ma di trovare un equilibrio difficile — e necessario — tra il turismo in crescita, la vita delle comunità locali e la tutela dell’identità culturale. L’Italia, con i suoi borghi nascosti e le mete meno battute, sente la pressione di visitatori sempre più numerosi. Questa Carta vuole proprio rispondere a quel problema, proponendo un modello che mette insieme sviluppo e salvaguardia, senza lasciare indietro nessuno.

Turismo culturale in crescita: le nuove sfide che l’Italia deve affrontare

Il turismo culturale resta il motore principale che attira visitatori dall’estero verso il nostro Paese. Secondo dati recenti dell’Isnart e dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, la cultura è il motivo principale per il 45% degli stranieri che arrivano in Italia, un primato mantenuto ormai da quattro anni. Nel 2024, i siti UNESCO italiani hanno registrato un aumento di quasi il 15% degli ingressi rispetto al 2023, secondo le analisi di Unitelma Sapienza di Roma.

Questa crescita conferma il forte richiamo internazionale del nostro patrimonio culturale, ma spinge anche i territori a fare i conti con una pressione sempre più intensa. Non basta più proteggere solo i monumenti o i siti in senso stretto: serve tutelare l’ambiente, la comunità e la cultura che li circondano. I piccoli borghi e le aree interne, spesso meno preparate, entrano a far parte dei circuiti turistici globali, con il rischio di perdere l’equilibrio locale. La sostenibilità diventa così una priorità per preservare la qualità della vita delle persone e mantenere vivi i valori autentici dei luoghi.

La Carta Nazionale della Sostenibilità: una guida pratica per amministrazioni e operatori

La nuova Carta Nazionale della Sostenibilità per le destinazioni UNESCO nasce per offrire un punto di riferimento ai decisori locali, alle Camere di Commercio e agli operatori economici legati al turismo. È un progetto firmato Isnart, che ha lavorato per mettere a punto un modello capace di unire le politiche territoriali ai principi UNESCO.

Il documento si fonda sulle tre dimensioni tradizionali della sostenibilità: ambiente, economia e società. A queste si aggiunge una quarta, la cultura, che è il cuore pulsante delle aree che ospitano i beni patrimonio mondiale. Questo elemento tiene insieme la tutela del bene, l’identità delle comunità e la promozione di un turismo responsabile e di qualità.

Un punto chiave della Carta è il sistema di governance integrata. Sono stati introdotti indicatori specifici per monitorare nel dettaglio l’andamento delle destinazioni: dalla pressione turistica al consumo di suolo, dalla qualità ambientale all’occupazione, fino alla vita delle imprese culturali, l’accessibilità, l’inclusione sociale e anche la percezione diretta dei visitatori. Questi strumenti misurano l’impatto reale del turismo e guidano le scelte verso una gestione più sostenibile.

Mirabilia e le Camere di Commercio al centro della sfida

Il progetto speciale Mirabilia 2025/2026 è il motore di questa iniziativa, coinvolgendo 22 Camere di Commercio italiane e Unioncamere. La rete Mirabilia collega 24 siti UNESCO distribuiti in quasi 600 Comuni, un esempio concreto di come il territorio possa rispondere alle sfide del turismo culturale.

Nonostante questi Comuni coprano solo il 7% del territorio nazionale, rappresentano quasi un quinto delle presenze turistiche in Italia, un dato che ne sottolinea l’importanza strategica. Le Camere di Commercio giocano quindi un ruolo centrale nel coordinare tutela e sviluppo, facilitando il dialogo tra istituzioni, società civile e operatori.

La Carta viene descritta come una vera “cassetta degli attrezzi” in continua evoluzione, che mette a disposizione buone pratiche, dati aggiornati e strumenti per il monitoraggio. L’obiettivo è costruire un modello di turismo intelligente, che tenga saldo il legame con la cultura locale e limiti gli effetti negativi.

A Treviso il confronto su flussi turistici e sostenibilità

All’incontro di Treviso, le istituzioni hanno messo in luce criticità e opportunità legate alla gestione sostenibile dei siti UNESCO. Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno Dolomiti, ha raccontato il lungo percorso che ha portato alla Carta, partendo dal progetto pilota realizzato nel 2022 a Cison di Valmarino. Quel primo esperimento ha fatto da base per un programma più ampio, sviluppato all’interno della rete Mirabilia.

Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione Veneto, ha portato dati che fanno riflettere: “l’80% delle presenze turistiche regionali si concentra in appena 20 località.” Questo squilibrio evidenzia una crescita non equilibrata, con rischi di sovraffollamento e di abbandono delle aree più fragili. Per Pavanetto, è fondamentale puntare su un turismo diffuso, che valorizzi anche borghi e territori interni meno noti ma ricchi di cultura e natura.

Loretta Credaro, presidente di Isnart, ha sottolineato l’importanza di un monitoraggio costante per cogliere i cambiamenti rapidi del turismo. Ha confermato che la Carta nasce da un confronto diretto con i territori e rappresenta uno strumento concreto per misurare la capacità di carico turistica. “L’obiettivo è fissare regole chiare e condivise per uno sviluppo equilibrato, che salvaguardi l’identità e la qualità della vita nei luoghi Patrimonio dell’Umanità.”

Redazione

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