
Nel cuore del Municipio V, tra vie spesso dimenticate, sta prendendo forma un progetto che promette di cambiare volto a un’intera zona di Roma. Il parco della Mistica, 75 ettari di verde che si spalancano finalmente alla città, nasce proprio lì dove fino a poco tempo fa regnavano il silenzio e l’abbandono. Un’area spezzettata, chiusa al pubblico, che ora si trasforma in un’oasi aperta, pronta a diventare uno dei polmoni verdi più vasti della Capitale. Non è solo questione di alberi: il progetto punta a collegare questo spazio agli altri parchi vicini con un percorso ciclopedonale, offrendo così una nuova linfa a un quartiere densamente popolato e bisognoso di respiro. Comune e Municipio hanno deciso di scommettere sul verde, puntando dritto a migliorare la qualità della vita di chi ci vive.
Un’oasi verde nel cuore di Alessandrino e Centocelle
Il parco della Mistica sorgerà tra Alessandrino e Centocelle, due quartieri dove gli spazi aperti di grandi dimensioni scarseggiano. Con i suoi 75 ettari, sarà il secondo parco più esteso dopo Villa Doria Pamphilj. Non solo un’area naturale, ma un luogo pensato per la socialità e il benessere degli abitanti. In una zona densa e urbanizzata come questa, avere un grande polmone verde è una necessità che si fa sentire da tempo.
Il progetto prevede inoltre un collegamento diretto con il parco di Centocelle, grazie a un’asse ciclopedonale che seguirà il tracciato storico dell’Acquedotto Alessandrino. Questo percorso non solo faciliterà gli spostamenti a piedi o in bici, ma contribuirà a costruire una rete di verde pubblico più ampia e accessibile. L’intento è creare un sistema integrato di aree verdi, che siano davvero a portata di mano per chi vive nel quartiere.
Comune e Municipio hanno scelto di coinvolgere la cittadinanza fin da subito, aprendo un dialogo diretto per definire insieme come sarà organizzato il parco e quali funzioni avrà. Un modo per mettere al centro le esigenze reali della comunità.
La Mistica tra storia e natura poco conosciuta
L’area su cui sorgerà il parco custodisce un patrimonio storico e ambientale di grande valore, ancora poco sfruttato. Tra le sue bellezze spicca il tratto più integro dell’Acquedotto Alessandrino, un’antica opera romana che attraversa la tenuta e ne segna il profilo paesaggistico.
La zona mantiene ancora elementi dell’antico assetto agro-pastorale, con pascoli, filari di alberi, cascinali storici e viste aperte verso il Monte Cavo, a pochi chilometri di distanza e ricco di storia e cultura. È un angolo di campagna romana poco frequentato, ma prezioso per la città.
Finora però la Mistica non è mai diventata un vero parco urbano. Nel tempo l’area è stata usata in modo frammentato, con attività agricole, produttive e infrastrutture temporanee che ne hanno limitato l’accesso. Oggi l’unico ingresso pubblico è a nord, vicino alla zona industriale tra via Prenestina e Viale Enzo Ferrari. Manca un collegamento efficace con i quartieri vicini e con il parco di Tor Tre Teste, che potrebbe invece far parte di un grande sistema verde pubblico.
Questa situazione limita molto il potenziale dell’area, che resta in parte protetta ma poco fruibile.
Partecipazione e governance: Roma cambia passo
Per affrontare la complessità dell’area e superarne le criticità, Roma Capitale e il Municipio V hanno scelto una strada nuova: una governance aperta e condivisa. Con la delibera dell’Assemblea Capitolina n. 36 del 2024, il progetto del parco della Mistica è stato ufficializzato insieme al modello organizzativo che seguirà tutte le fasi.
Si tratta di un sistema composto da tre organismi principali: una cabina di regia per il coordinamento, un comitato tecnico interdipartimentale che si occupa degli aspetti specialistici, e un forum territoriale dove cittadini, associazioni e realtà locali possono partecipare direttamente. L’obiettivo è mantenere un dialogo costante per far sì che il progetto rispecchi davvero le necessità del territorio.
Nel percorso ha dato un contributo importante il Laboratorio di Studi Urbani “Territori dell’abitare” della Sapienza, che ha realizzato un documento base per la partecipazione pubblica, offrendo un quadro chiaro dello stato dell’area su cui basare le scelte future.
Il progetto punta a tutelare il paesaggio e l’ambiente, valorizzare l’Acquedotto Alessandrino, migliorare l’accessibilità e integrare le attività agricole e sociali già presenti. Fondamentale sarà il ruolo dei cittadini, che potranno discutere pubblicamente i documenti, proporre idee e osservazioni, contribuendo così a definire il volto definitivo del parco.
Il Laboratorio Centocelle-Mistica e l’asse ciclopedonale: un collegamento vitale
Il lavoro preparatorio si è concentrato sul Laboratorio Centocelle-Mistica, attivo tra il 2023 e il 2024. Grazie a questa iniziativa si sono raccolti dati preziosi sull’area e si è elaborato uno scenario strategico per l’asse Alessandrino, cuore del progetto di connessione tra verde urbano e quartieri limitrofi.
L’asse ciclopedonale lungo l’Acquedotto Alessandrino sarà il fulcro dell’intervento. L’idea è di trasformare quel percorso in un corridoio verde continuo, che unisca il parco della Mistica con i quartieri circostanti e con altre aree verdi dell’est di Roma.
Come ha spiegato l’assessore municipale all’Ambiente, Edoardo Annucci, “l’obiettivo è integrare il parco della Mistica con il parco Alessandrino, creando un sistema unitario che sarà il secondo più grande della Capitale, puntando su sostenibilità e accessibilità.” Una svolta importante per migliorare l’uso del verde pubblico e la qualità degli spazi aperti in città.
Le prossime tappe: verso un parco aperto e multifunzionale
Tra i primi passi concreti del percorso partecipativo ci sarà la stesura del “Manifesto per la Mistica”, un documento che fissa principi, linee guida e obiettivi per la pianificazione futura. Questo manifesto sarà la bussola per le decisioni da prendere nelle fasi successive.
Dopo l’estate partiranno laboratori operativi di progettazione condivisa. Saranno momenti chiave per definire il piano di assetto del parco, il masterplan dell’asse ciclopedonale e le attività e i servizi da inserire nella tenuta.
Grande attenzione sarà dedicata anche al recupero degli edifici abbandonati o inutilizzati presenti nell’area, che potranno ospitare progetti capaci di stimolare economie locali sostenibili e accogliere funzioni pubbliche in armonia con l’ambiente circostante. Un passo importante verso uno sviluppo integrato e responsabile.
Il parco della Mistica rappresenta una sfida ambiziosa per Roma: valorizzare un patrimonio storico e naturale, migliorare la qualità della vita e costruire un progetto di verde urbano che parta davvero dalla comunità e dal territorio, con un percorso partecipato e fondato su basi scientifiche solide.
