
Non capita spesso che il Carlo Scarpa Prize for Gardens varchi i confini italiani. Eppure, alla sua 34ª edizione, il prestigioso riconoscimento ha fatto tappa a Arbroath, nell’Angus, in Scozia. Il protagonista è Hospitalfield, un centro artistico che ha saputo intrecciare natura, memoria e creatività in un giardino capace di raccontare storie profonde. A renderlo noto è stato il Comitato Scientifico della Fondazione Benetton di Treviso, sottolineando così un passo significativo per il paesaggio contemporaneo a livello globale. Un premio che, nel corso degli anni, ha scelto luoghi speciali dall’Egitto alla Finlandia, fino alla Siria. Oggi, tocca alla Scozia farsi protagonista.
Carlo Scarpa Prize: un premio che racconta storie di paesaggio
Il Carlo Scarpa Prize for Gardens non è solo una cerimonia. Da più di trent’anni, la Fondazione Benetton individua spazi dove natura e storia umana dialogano in modo speciale. Il premio vuole valorizzare non solo la bellezza, ma soprattutto la cura dei luoghi. Per questo, insieme al riconoscimento, viene realizzato un documentario di un’ora firmato da Davide Gambino, che racconta il sito premiato. L’obiettivo è far uscire il discorso sul giardino dal ristretto ambito degli esperti e portarlo all’attenzione di un pubblico più ampio. A completare il progetto, una monografia che svela la nascita, le scelte e i dettagli del luogo.
Per Hospitalfield la festa è cominciata lo scorso 9 maggio a Treviso, con un simposio, la presentazione del libro e la prima proiezione del film. L’appuntamento si sposterà in Scozia il 9 settembre a Edimburgo, all’Istituto Italiano di Cultura, dove il documentario verrà proiettato di nuovo. Poi, il 12 e 13 settembre, Arbroath aprirà le porte del giardino al pubblico durante l’Angus Doors Open Day, per far conoscere questo spazio a quanta più gente possibile.
Hospitalfield: un giardino che è anche una casa per l’arte
Hospitalfield non è un giardino come tanti. Non è né un orto botanico né un parco pubblico. È una vecchia residenza privata trasformata in un centro vivo per artisti in residenza. Le stanze e gli spazi raccontano quasi due secoli di creatività e cultura, un’atmosfera che si respira in ogni angolo. Anche il giardino è parte di questa storia, ma con un taglio contemporaneo firmato da Nigel Dunnett.
Il progetto paesaggistico, parte di un piano più ampio che coinvolge studi come Caruso St John e Purcell Architects, non si limita a raccontare il passato. Al contrario, allarga la memoria verso l’esterno, aprendosi allo sguardo sul paesaggio costiero che circonda Hospitalfield. Qui natura e architettura dialogano con eleganza, dove il passato accoglie il presente e lascia spazio all’immaginazione del futuro.
Hospitalfield nel 2026: natura, arte e impegno per il territorio
Il premio non ferma l’attività di Hospitalfield, che nel 2026 offre un calendario ricco di eventi. Sta per concludersi la residenza biennale dell’artista Rebecca Chesney con il progetto Pollinate, dedicato alla tutela del Kidney Vetch, una pianta biennale un tempo comune lungo le coste orientali della Scozia. Questa specie, importante per la farfalla Small Blue, sta sparendo. Chesney ha creato una banca di semi che sarà distribuita durante una vendita di piante organizzata da Angus Scotland’s Gardens il 30 maggio.
L’idea è diffondere la pianta in nuove aree, coinvolgendo una rete di persone che vuole ridare forza a un ecosistema in difficoltà. A giugno, poi, arriva Grow Up!, un campo estivo che quest’anno si concentra su un tema concreto: “da dove vengono le piante che coltiviamo?” Il programma aiuta a capire le complesse filiere globali, seguendo il viaggio di una rosa dal terreno al vaso. Tra visite a vivai specializzati, storia dell’orticoltura a Glasgow e tecniche di propagazione, si costruisce un quadro chiaro e completo.
Con queste iniziative, Hospitalfield conferma il suo ruolo di luogo dove arte, natura e comunità si incontrano, mantenendo vivo il dialogo con il territorio che lo circonda.
