
Quando pedali lungo l’Adige, non stai solo seguendo un corso d’acqua: stai attraversando secoli di storia e paesaggi che cambiano davanti agli occhi. Con i suoi oltre 400 chilometri, è il secondo fiume più lungo d’Italia. Dal Passo di Resia, in Alto Adige, fino al Lago di Garda, si snoda la Ciclovia dell’Adige, inaugurata nel 2019. Non è una semplice pista ciclabile: è un viaggio lento tra valli, città antiche e borghi che raccontano tradizioni. Maggio, con il suo clima dolce e la natura che esplode, è il momento perfetto per partire, senza il caos dell’estate.
280 chilometri in sella: come è strutturata la Ciclovia dell’Adige
La ciclovia si sviluppa per circa 280 chilometri, suddivisi in tappe accessibili a ciclisti di ogni esperienza. In media si percorrono dai 45 ai 60 chilometri al giorno, una distanza che lascia spazio a soste per visitare i luoghi più interessanti o semplicemente per riposare. Chi vuole mettersi alla prova può chiudere il percorso in appena tre giorni; chi preferisce godersi il viaggio con calma può prendersi sei giorni o anche più.
Uno dei vantaggi di questo itinerario sono le strutture pensate per i ciclisti: punti di noleggio bici, spesso con e-bike, situati vicino alle stazioni ferroviarie. Così chi vuole può affrontare solo alcune tappe e tornare comodamente in treno. La rete ferroviaria locale permette di salire con la bici, anche se in alta stagione conviene sempre informarsi prima sulla disponibilità.
Lungo il percorso non mancano le aree di sosta chiamate “bicigrill”: piccoli punti di ristoro pensati apposta per chi viaggia su due ruote, dove rifocillarsi prima di ripartire. Un’idea simile agli autogrill, ma con un occhio di riguardo per i ciclisti.
Dalla sorgente al cuore dell’Alto Adige: la prima parte del viaggio
Si parte dal Passo di Resia, oltre 1500 metri di quota, al confine con Austria e Svizzera, dove nasce l’Adige. Poco dopo si incontra uno dei simboli più conosciuti del percorso: il Lago di Resia con il campanile sommerso di Curon. Tra il 1947 e il 1950 la costruzione di una diga ha sommerso il vecchio borgo, costringendo gli abitanti a spostarsi più a monte. Oggi resta visibile solo quel campanile, che emerge silenzioso dall’acqua.
Questa parte iniziale, nota anche come Ciclovia della Val Venosta, scende per quasi mille metri di dislivello lungo 80 chilometri fino a Merano. La Val Venosta è famosa per il suo clima secco e le coltivazioni di frutta, in particolare i meleti che in primavera si coprono di fiori bianchi e rosa. Tra le tappe da non perdere c’è Glorenza, un borgo medievale tra i meglio conservati dell’Alto Adige, con mura e torri antiche perfettamente mantenute.
Proseguendo verso sud si attraversano Merano e Bolzano. Merano, con il suo clima quasi mediterraneo, offre palme, cipressi e rinomate terme che richiamano visitatori in cerca di relax. Bolzano, crocevia culturale, unisce l’identità italiana con quella tirolese. Il tratto tra Merano e Bolzano è quasi pianeggiante e si snoda tra frutteti e vigneti, un contatto diretto con la natura e l’agricoltura locale.
Trentino: castelli, città d’arte e vallate aperte
Entrati in Trentino, il paesaggio si apre in ampie vallate punteggiate da castelli che dominano le colline. Tra tutti spicca il Castello del Buonconsiglio a Trento, simbolo storico e artistico di grande valore. Qui l’Adige rallenta e si allarga, regalando un’atmosfera più calma lungo la ciclovia.
Trento merita una visita approfondita: il centro storico conserva monumenti importanti come il Duomo e la Fontana del Nettuno. Da non perdere il MUSE, museo delle scienze progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 2013, che offre un’esperienza coinvolgente per grandi e bambini.
Più a sud si arriva a Rovereto, città che ospita il MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea, uno dei più importanti d’Italia. Rovereto è un punto d’incontro tra arte contemporanea, natura e fiume.
Verso il Lago di Garda e oltre: la fine del viaggio
Da Rovereto si aprono varie strade. L’itinerario principale punta a ovest, seguendo la ciclovia Adige-Garda fino a Riva del Garda, all’estremità nord del Lago di Garda. Qui gli ultimi chilometri, tra i panorami più belli dell’intero percorso, si sviluppano lungo la Vallagarina, su una vecchia ferrovia trasformata in pista ciclabile. I ciclisti possono godere di scorci improvvisi sul lago, tra boschi e pareti rocciose. Riva del Garda accoglie con le sue acque limpide e panorami che ripagano ogni fatica.
Chi vuole proseguire verso sud entra in Veneto, attraversando Ala e Avio, fino a Verona, una delle città d’arte più famose del nord Italia. Verona racconta una storia ricca, fatta di ponti e monumenti, tra cui il ponte-diga di Chievo, passaggio unico sul fiume Adige che segna l’ingresso in città.
Un’ulteriore estensione porta fino alla foce dell’Adige, vicino a Rosolina Mare, in provincia di Rovigo. Qui il paesaggio cambia completamente: si lascia alle spalle la montagna per entrare nelle vaste campagne venete, con campi coltivati e pianure che si perdono all’orizzonte. Questo tratto finale, pianeggiante e tranquillo, offre una pedalata diversa, tra piccoli centri agricoli e un’atmosfera rurale tutta da vivere.
