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Il Canyon di Studlagil in Islanda: le colonne di basalto alte 30 metri finalmente svelate dopo secoli

Redazione 29 Aprile 2026

Per anni, un canyon di basalto in Islanda è rimasto nascosto sotto un lago artificiale, invisibile agli occhi di tutti. Studlagil, così si chiama, è emerso solo di recente, quando il livello dell’acqua del fiume glaciale Jökla è calato a causa dei lavori per una centrale idroelettrica. Le sue pareti, fatte di colonne di basalto perfettamente verticali, sembrano scolpite da un artista, ma sono frutto di processi naturali vecchi milioni di anni. Camminare lì è come attraversare una cattedrale di pietra, immersi nel cuore selvaggio e misterioso dell’Islanda.

La nascita di Studlagil: quando la lava diventa arte naturale

Le pareti di basalto di Studlagil raggiungono i 30 metri di altezza, formando una gola stretta ma armoniosa. Il basalto nasce quando la lava incandescente si raffredda rapidamente, creando fratture regolari che si trasformano in colonne, spesso esagonali, affiancate come canne d’organo di pietra. Per questo lo chiamano “organi di pietra”. In Islanda se ne trovano altri esempi, come alla cascata Svartifoss, ma Studlagil si distingue per l’estensione e la continuità di queste pareti, regalando uno spettacolo davvero imponente.

Il fiume Jökla ha una storia particolare. Prima della costruzione della centrale di Kárahnjúkar e del bacino di Hálslón, il fiume aveva una portata più alta e trasportava sedimenti che rendevano l’acqua torbida e marrone. Dopo la deviazione delle sue acque in tunnel sotterranei, il livello si è abbassato di circa 7-8 metri, lasciando scoperte quelle pareti di basalto per secoli sommerse. Questo cambiamento ha diviso l’opinione pubblica islandese: da una parte la necessità di energia, dall’altra la salvaguardia di paesaggi e habitat naturali. Studlagil oggi è il simbolo di questo equilibrio precario, un tesoro nato da una ferita ambientale.

Durante l’estate, soprattutto quando piove poco, l’acqua cambia colore e assume spesso sfumature di turchese o verde smeraldo. Verso fine agosto, con il riassorbimento del bacino, il fiume torna più scuro e carico di sedimenti, raccontando con i suoi colori la storia sempre in movimento della terra islandese.

Studlagil a portata di passo: come arrivare e cosa aspettarsi

Il lato est di Studlagil è quello che regala l’esperienza più intensa. Dal parcheggio di Klaustursel o dall’area sosta dopo il ponte parte il sentiero migliore per avvicinarsi al canyon. Il percorso è accessibile, con dislivelli contenuti, adatto a chi ha un minimo di allenamento. Man mano che si avanza, le colonne basaltiche spuntano all’orizzonte come mura antiche. Quando la gola si apre, il panorama lascia senza fiato: il grigio scuro della pietra si mescola al verde dei muschi e al turchese dell’acqua, che cambia a seconda della stagione e dell’ora.

Lungo il sentiero c’è una breve discesa verso il fiume, con rocce irregolari e corde per aiutare a non scivolare. Serve fare attenzione, soprattutto se il terreno è bagnato. Arrivati ai piedi delle pareti, si ha la sensazione di camminare dentro una navata naturale, con il rumore potente del fiume che rimbomba e si riflette sulle rocce, mentre l’aria si fa più calma e l’ambiente si stringe intorno ai visitatori. Poco distante si trova Stuðlafoss, una cascata meno nota ma altrettanto suggestiva, incorniciata da colonne basaltiche eleganti. Spesso ignorata, merita una sosta per il suo fascino intimo.

Per chi ama la fotografia, Studlagil è un paradiso, soprattutto all’alba e al tramonto, quando la luce disegna ombre nette e mette in risalto le texture della pietra. A mezzogiorno, specie in alta stagione, il sentiero si riempie di visitatori, e l’atmosfera perde un po’ della sua magia. Sul versante ovest c’è una piattaforma panoramica raggiungibile con una lunga scalinata, che offre una vista potente ma più lontana. Ideale per chi ha poco tempo o difficoltà motorie, ma meno coinvolgente rispetto al lato est.

Dove si trova Studlagil e come organizzare la visita

Studlagil si trova nella valle di Jökuldalur, nell’Islanda orientale. È una zona piuttosto isolata, ma raggiungibile senza problemi soprattutto in estate. La città più vicina è Egilsstaðir, a circa un’ora di macchina. Dalla Ring Road si devia sulla n. 923 vicino a Skjödólfsstaðir, entrando in una valle fatta di pascoli, colline dolci e fattorie sparse. Lungo la strada si incontrano greggi di pecore al pascolo libero, un silenzio profondo e quasi nessun traffico.

Per visitare il lato est, conviene seguire le indicazioni per Klaustursel, dove ci sono parcheggi – alcuni a pagamento – e in estate anche servizi base per i turisti. Dal ponte di legno o dalla seconda area di sosta si prosegue a piedi fino al canyon. Il periodo migliore per l’escursione va da giugno a metà agosto, quando la natura è al suo massimo e il clima più stabile. In inverno, invece, neve e ghiaccio rendono il percorso difficile e pericoloso, adatto solo a escursionisti esperti e ben attrezzati.

Studlagil ripaga con un panorama unico, dove la rigidezza geometrica delle colonne di basalto si mescola al fascino primordiale dell’Islanda. Sono forme nate dal gioco lento e potente di fuoco e acqua, uno spettacolo naturale capace di incantare con la sua bellezza contraddittoria: sembra fatto apposta, ma è il frutto di eventi antichi e violenti.

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