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Bay of Fires in Tasmania: Scopri la Magia dei Graniti Rossi e delle Acque Cristalline

Redazione 27 Aprile 2026

Il vento porta con sé l’odore salmastro dell’oceano, mentre grandi massi punteggiati di licheni arancioni sembrano incendiarsi sotto il sole. Non c’è traccia di turisti chiassosi né di ombrelloni in fila. Solo dune morbide che si adagiano sulla costa. Questo è Bay of Fires, sulla punta nord-orientale della Tasmania. Un luogo dove la natura domina, selvaggia e fiera, e la storia si intreccia con paesaggi che mozzano il fiato. Nel 2026, la BBC l’ha eletta tra le spiagge più belle del mondo, sorprendendo anche chi crede di conoscere bene l’Australia. Qui, ogni dettaglio racconta un’estrema sensazione di confine, come se il mondo si fermasse un attimo a respirare.

Bay of Fires: 50 chilometri di costa selvaggia e variopinta

La Bay of Fires si estende per circa 50 chilometri lungo la costa nord-orientale della Tasmania, un’isola a sud dell’Australia, separata dal continente dallo stretto di Bass. Il litorale si snoda da Binalong Bay, a sud, fino a Eddystone Point, a nord, passando per insenature di acqua limpida, promontori di granito levigato e spiagge chiare come polvere di quarzo. Qui il paesaggio cambia spesso: ci sono tratti battuti dal vento e dalle onde dell’oceano Tasman, con il rumore incessante del mare, e baie più riparate, perfette per nuotare o osservare la fauna.

Dietro la spiaggia si stendono brughiere costiere, le cosiddette heathlands, ricche di uccelli e animali selvatici. Tra boschi e lagune interne, l’ecosistema si mostra vario e prezioso. La zona nord rientra nel Mount William National Park, oggi noto come Wukalina, nome che viene dalla cultura Palawa, i popoli aborigeni che vivono qui da millenni. Qui la natura è ancora più selvaggia: vaste pianure, animali liberi e pochissime tracce di infrastrutture. I sentieri, pochi e semplici, conducono al faro storico di Eddystone Point, ben visibile all’orizzonte con il suo profilo netto contro il cielo.

Granito, licheni e mare: la firma unica di Bay of Fires

Il tratto che rende Bay of Fires speciale è la combinazione di tre elementi: enormi massi di granito chiaro, licheni arancioni e un mare turchese. Le rocce sono il frutto di antiche formazioni geologiche, levigate da secoli di pioggia, vento e mare. La loro superficie è quasi liscia, come raccontando una storia lunga migliaia di anni.

Il colore acceso che dà il nome al luogo arriva proprio dai licheni arancioni, una vera e propria firma cromatica della costa. Al tramonto gli scogli sembrano brace ardenti adagiate sulla sabbia chiara. La spiaggia è fatta di quarzo finissimo che riflette la luce, mentre il mare cambia colore dal turchese al blu intenso, a seconda della profondità, del tempo e della marea. Nei giorni limpidi, i colori sembrano quasi irreali, come dipinti con cura.

Questa varietà di ambienti si nota bene: tratti battuti dal vento e dalle onde si alternano a baie tranquille, perfette per nuotare o osservare la natura. Dietro la spiaggia si trovano habitat ricchi di specie rare, con uccelli e animali unici, a conferma del ruolo importante di Bay of Fires come riserva naturale.

Cosa fare a Bay of Fires: natura, mare e cultura

Binalong Bay, sulla costa meridionale della Bay of Fires, è uno dei punti migliori per iniziare la scoperta di questo angolo di Tasmania. Da qui si gode uno dei panorami più famosi: rocce macchiate d’arancione si stagliano su spiagge bianche. Il paese è fatto di case basse, spesso di legno, affacciate sul mare e perfettamente integrate con l’ambiente.

Spostandosi verso nord, la costa cambia faccia. Spiagge come Cosy Corner offrono campeggi tra gli alberi e accesso diretto all’oceano. Jeanneret Beach è ampia e aperta, mentre Swimcart Beach invita a fare il bagno con la sua sabbia compatta e le acque limpide. The Gardens, come dice il nome, è un angolo raccolto e luminoso, perfetto per passeggiate tranquille.

Sott’acqua si nascondono sorprese: foreste di alghe, piccoli reef, stelle marine e perfino il weedy sea dragon, un animale simile a un cavalluccio marino decorato da fronde. Avvistarli però è questione di fortuna.

Anche la cultura ha il suo spazio. La Wukalina Walk è un trekking guidato da membri della comunità Palawa, che raccontano la loro storia spirituale e il legame profondo con la terra. Durante il cammino si sosta in rifugi costruiti con materiali naturali, pensati per rispettare il territorio.

Per chi cerca più comfort, il Bay of Fires Lodge Walk offre un itinerario con notti in lodge panoramici affacciati sull’oceano. A nord, oltre al faro di Eddystone Point, ancora in funzione per la navigazione, si trova una costa ancora più selvaggia, con spazi aperti e habitat intatti.

Come arrivare e organizzare la visita a Bay of Fires

Bay of Fires si trova sulla costa nord-orientale della Tasmania, un’isola-stato a sud dell’Australia. Il punto di riferimento per i visitatori è St Helens, una cittadina di mare con tutti i servizi: supermercati, ristoranti, noleggio auto e alloggi. Da Hobart, la capitale, si arriva in circa quattro ore di macchina, da Launceston meno di tre.

La Great Eastern Drive è una strada panoramica che segue la costa, attraversando baie, colline e foreste. Da St Helens, in meno di dieci minuti si raggiunge Binalong Bay, la porta meridionale dell’area protetta. Proseguendo verso nord, la strada passa vicino a campeggi e punti panoramici, anche se dopo piogge intense è bene informarsi sulle condizioni del fondo, che può diventare difficile.

Chi preferisce una base fissa può scegliere St Helens, comoda e ben servita, oppure Binalong Bay, ideale per dormire ascoltando il mare. Nella zona ci sono anche campeggi ufficiali immersi nella natura, frequentati da chi cerca un contatto diretto con l’ambiente.

Bay of Fires non è solo uno spettacolo per gli occhi. Qui si intrecciano storia, geologia e cultura, in un luogo dove il mare brilla, le rocce sembrano accese e il tempo sembra rallentare, lasciando parlare la natura con voce autentica.

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