
Il 12 aprile 2026, Milano Linate ha vissuto una mattinata da incubo. Il nuovo sistema digitale per il controllo passaporti, pensato per sostituire i tradizionali timbri con la tecnologia biometrica del sistema europeo EES, ha invece fatto esplodere il caos. Code lunghissime, ritardi pesanti e voli partiti con pochissimi passeggeri: un disastro a pochi giorni dal debutto ufficiale. Invece di accelerare i controlli, il sistema ha paralizzato lo scalo, mettendo a dura prova compagnie e viaggiatori costretti a rinunciare ai loro voli.
Linate bloccato: voli decollano a metà, passeggeri restano fuori
Milano Linate, uno degli aeroporti più trafficati d’Italia, ha visto il 12 aprile una situazione fuori dall’ordinario. Il volo easyJet per Manchester, un Airbus A319 da oltre 140 posti, è partito con appena 27 persone a bordo. Dietro c’è quasi un’ora di attesa e la necessità per il comandante di rispettare i limiti di orario di servizio dell’equipaggio. Così, per evitare problemi normativi, è stato costretto a partire senza la maggior parte dei passeggeri regolarmente prenotati, ancora bloccati ai controlli. Le lunghe file e i tempi lunghi della nuova procedura biometrica hanno creato un vero e proprio ingorgo. Dalla compagnia è arrivata la conferma di riprotezioni gratuite per chi non è riuscito a partire. È importante sottolineare che la colpa non è delle compagnie aeree, ma delle procedure gestite dalle autorità di frontiera e dai ministeri coinvolti. Tuttavia, questo non ha calmato la frustrazione di chi si è trovato senza spiegazioni immediate e senza alternative. La giornata ha messo a nudo un problema logistico serio in uno degli snodi principali del traffico aereo italiano.
EES: cos’è e perché rallenta i controlli
Al centro del problema c’è l’Entry/Exit System , entrato in vigore il 10 aprile 2026 in tutta Europa. L’idea è quella di sostituire i vecchi timbri con una scansione biometrica completa: volto, impronte digitali, dati del documento e informazioni su data e luogo di ingresso. La prima volta che un viaggiatore passa sotto il sistema, tutte queste informazioni devono essere raccolte e registrate. Un’operazione che richiede dai 3 ai 5 minuti a persona, un tempo non da poco se si considera il numero di passeggeri che transitano in pochi minuti. La tecnologia promette più sicurezza e precisione, ma al momento sta mettendo a dura prova aeroporti come Linate, impreparati a gestire un simile flusso con strumenti e personale non ancora rodati. Non si è trattato di un singolo guasto tecnico, ma di una serie di problemi: attrezzature insufficienti, addetti ancora poco esperti e una curva di apprendimento più lunga del previsto. Il risultato è stato un collo di bottiglia che ha rallentato tutto, con blocchi e ritardi a catena.
Non solo Linate: disagi in tutta Europa e soluzioni tampone
Non è un caso isolato. Anche altri aeroporti europei hanno dovuto sospendere temporaneamente l’uso esclusivo dell’EES, tornando ai controlli manuali per cercare di smaltire le code e contenere i disagi. Il salto a una tecnologia così complessa non è stato indolore e in molte città europee si sta cercando di far convivere vecchio e nuovo sistema senza intoppi. Già mesi fa, Aci Europe — l’associazione che rappresenta le società aeroportuali — aveva lanciato l’allarme sul rischio di problemi e aveva chiesto di posticipare l’avvio del sistema. Richieste però rimaste inascoltate, con il lancio mantenuto puntuale. Ora la strategia è tornare temporaneamente ai controlli tradizionali, almeno finché non si riuscirà a mettere a punto le procedure biometriche con più personale e tecnologie più efficienti.
La sfida italiana della digitalizzazione ai confini
L’esperienza di Linate fa capire che la digitalizzazione dei controlli, pur indispensabile per modernizzare sicurezza e gestione, non può prescindere da una buona organizzazione e da una fase di rodaggio. Senza infrastrutture adeguate e personale formato, la raccolta dei dati biometrici rischia di diventare un collo di bottiglia. In Italia, dove gli aeroporti sono spesso sotto pressione e il traffico cresce, servono investimenti, formazione e collaborazione tra ministeri e gestori aeroportuali. Far funzionare bene il sistema EES è cruciale non solo per evitare disagi ai viaggiatori, ma anche per aumentare la sicurezza in tutta Europa. Al momento, il nostro Paese si trova in una fase delicata, che richiede flessibilità e aggiustamenti continui per evitare che episodi come quello di Linate diventino la norma negli scali italiani.
