L’8 novembre 2026, in decine di dimore storiche sparse per l’Italia, si accenderanno luci, risate e storie antiche. Non sarà una semplice apertura al pubblico, ma un viaggio tra muri impregnati di secoli di memoria, affreschi che raccontano epoche lontane e campi coltivati da mani esperte, passate di generazione in generazione. Qui, tra tradizioni contadine e architetture senza tempo, la cultura prende forma e si fa viva, pronta a coinvolgere chiunque voglia scoprirla. Un appuntamento che non si limita a mostrare, ma invita a vivere.
Torna anche quest’anno il progetto Coltiviamo la Cultura, frutto della collaborazione tra Ministero della Cultura, Associazione Dimore Storiche Italiane e Confagricoltura. Il punto di forza? Far dialogare mondi diversi: da un lato splendide dimore storiche, dall’altro territori agricoli che mantengono vive tradizioni e produzioni tipiche. L’edizione 2026 punta proprio a rafforzare questo legame, trasformando le visite in momenti di scoperta che vanno oltre il bello, toccando aspetti sociali ed economici.
Per un giorno, queste dimore si trasformeranno in veri e propri centri di cultura viva, dove l’agricoltura non resta semplice sfondo ma diventa protagonista. Non è un caso che molte di queste strutture offrano agriturismi e percorsi enogastronomici, come conferma il VII Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato: il 66% accoglie visitatori in ambienti rurali e il 56% organizza degustazioni ed eventi guidati. Numeri che raccontano di una cultura che si intreccia a doppio filo con l’economia locale, promuovendo un turismo sostenibile e radicato nelle comunità.
A rendere ancora più suggestiva l’esperienza, l’Automotoclub Storico Italiano allestirà una mostra di trattori e macchinari agricoli d’epoca, sottolineando la tradizione di lavoro e innovazione che da sempre caratterizza queste terre.
In Puglia saranno sei le dimore aperte gratuitamente. Tra queste spiccano la Masseria Spina a Monopoli e Castel di Salve nel cuore del Salento. A Martina Franca, la Masseria Tagliente racconta l’evoluzione delle campagne pugliesi attraverso l’architettura agricola. Qui non si tratta solo di vedere monumenti, ma di scoprire un modo di vivere che ha modellato il paesaggio.
La Calabria si distingue con ben dodici dimore coinvolte. Nel Catanzarese, Villa Cefaly Pandolphi ad Acconia di Curinga offre uno scorcio sulla vita aristocratica immersa nella natura. Nel Cosentino si potranno visitare il Castello del Principe a Sangineto Lido, Palazzo Amarelli e la Tenuta Ciminata Greco a Corigliano-Rossano, oltre a Palazzo Cybo Malaspina ad Aiello Calabro: luoghi dove architetture antiche si fondono con la vita rurale.
A Crotone, la Masseria Zurlo a Scandale racconta come le strutture agricole siano diventate custodi di memoria e cultura locale. Nel Reggino, l’offerta comprende palazzi e tenute storiche come Palazzo Grillo a Polistena, Tenuta Acton e Tenuta Candida. Anche Gerace e Bova Marina partecipano con le loro dimore storiche, confermando come in Calabria storia, natura e tradizioni contadine si tengano per mano.
L’Emilia Romagna mette in campo aperture di rilievo, come Palazzo Minelli nel bolognese, con i suoi interni ricchi di dettagli antichi, e la Rocca Valle a Castrignano, Parma, che racconta epoche diverse immerse in paesaggi agricoli ancora vivi.
In Friuli-Venezia Giulia sono otto le dimore visitabili. Tra queste Villa del Torre a Romans d’Isonzo , Villa Maseri a Pavia di Udine e Villa Ritter de Zàhony ad Aquileia, tutte testimoni dell’aristocrazia locale e della necessità di salvaguardare questi patrimoni per un turismo culturale legato al territorio.
Il Piemonte propone tre aperture di spicco: il Castello di Piovera, immerso nel verde dell’Alessandrino; la Tenuta La Marchesa a Novi Ligure, storica residenza con vasti spazi rurali; e Palazzo Terzano a Valenza, centro di vita culturale locale. Tre luoghi che mostrano come storia e agricoltura si intreccino in questa regione.
In Basilicata, l’attenzione si concentra soprattutto sulla provincia di Matera. Qui si potranno visitare Palazzo Arcieri Bitonti a San Mauro Forte e Palazzo Viceconte, nel cuore dei Sassi di Matera. Chiude il quadro il Castello di Valsinni, scrigno di storia e cultura inserito in un contesto paesaggistico unico.
Nel Lazio, anche se con meno aperture, spicca Villa Cavalletti a Grottaferrata, poco fuori Roma, che unisce elementi architettonici di pregio con il paesaggio circostante.
In Lombardia si potranno visitare le corti della Galdana a Campoferro , Palazzo Fregoso a Colturano e Palazzo Guicciardi a Ponte in Valtellina , dimostrando come il patrimonio storico si estenda tra contesti urbani e rurali molto diversi.
Questa mappa di aperture in tutta Italia arricchisce il panorama culturale del Paese e conferma la volontà di riportare al centro l’importanza storica e sociale delle dimore storiche, non solo come testimoni del passato, ma anche come motori di sviluppo per tante comunità.
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