A pochi chilometri dal cuore pulsante di Vienna, un castello emerge come per incanto da un lago placido. È il Franzensburg, costruito su un isolotto che sembra sospeso nel tempo. Qui, lontano dal caos cittadino, l’imperatore Francesco II ha dato forma a un Medioevo immaginario, un rifugio dove la storia si mescola al sogno.
Il castello non è solo pietra e torre: è un viaggio in un mondo di fiaba, immerso in un parco vasto e curato, dove boschi, prati e laghetti si intrecciano con sentieri e ponti. Camminando tra i suoi angoli nascosti, si percepisce la calma di un’epoca lontana, e quella magia romantica che ha reso questo luogo uno dei tesori nascosti dell’Austria.
Il Castello di Franzensburg nasce alla fine del Settecento, in un’epoca in cui Laxenburg era già la meta preferita dagli Asburgo per le loro villeggiature. Nel 1798, su ordine dell’imperatore Francesco II, iniziò la trasformazione dell’area in un grande giardino all’inglese, con vedute irregolari, vegetazione varia e costruzioni decorative.
L’architetto Johann Ferdinand Hetzendorf von Hohenberg curò il progetto iniziale, ma il castello cambiò nel tempo, con ampliamenti e modifiche che gli diedero l’aspetto che conosciamo oggi. Nonostante fossero anni difficili, segnati dalle guerre napoleoniche, il castello divenne un simbolo della continuità del potere asburgico. Ogni dettaglio – dai ritratti agli stemmi – celebra la storia e la grandezza della dinastia imperiale.
Un tocco particolare è dato dall’uso di spolia: elementi autentici provenienti da monasteri, chiese e residenze nobiliari di epoche diverse. Soffitti in legno, vetrate colorate e rivestimenti storici furono smontati e inseriti nel castello, quasi a creare un museo vivente. Questa scelta, se da un lato rende unico l’edificio, oggi fa sorgere domande sul destino di quei materiali e sul loro trasferimento.
Accanto al castello sorse il Rittergau, un quartiere pensato per evocare tornei cavallereschi, ponti gotici e monumenti dedicati all’epopea della cavalleria. C’erano anche sotterranei e stanze segrete, pensate per stupire i visitatori. Di particolare rilievo è la cappella consacrata nel 1801, che segnò la conclusione dei lavori e l’apertura al pubblico: fin dall’inizio, il castello fu concepito come luogo da visitare, non solo come residenza imperiale.
Varcata la soglia del parco di Laxenburg, la vista del castello che si specchia nell’acqua fa subito colpo. Eleganza e precisione architettonica si fanno notare nelle torri e nelle mura. Nei mesi in cui è attivo, il traghetto che attraversa il lago per raggiungere l’isolotto regala una prospettiva unica, con il castello che sembra emergere dal lago stesso. Ogni passo offre nuovi scorci, come in un quadro che cambia continuamente.
All’ingresso parte il percorso guidato, che attraversa diciotto sale storiche con arredi originali e opere d’arte. Il cuore è la Sala del Trono, con il soffitto ligneo finemente intagliato, grandi portali e un trono dorato rivestito di velluto rosso, simbolo di regalità. La Sala degli Asburgo e quella di Lorena raccontano con statue, dipinti e riferimenti genealogici le storie delle due famiglie.
Non passa inosservata la Sala da Pranzo, decorata con vetrate colorate e dettagli storici di varie epoche. Soffitti in legno provenienti dall’abbazia di Zwettl e dalla fortezza di Rappottenstein, rivestimenti dalla Capella Speciosa di Klosterneuburg: alcuni elementi hanno più di ottocento anni. Ci sono anche la Camera della Castellana, la Sala delle Armi, ambienti dedicati agli scudieri e persino una prigione, tutti arricchiti da armature e oggetti d’epoca che rendono viva la storia.
Un secondo itinerario porta alla Torre Alta, il cosiddetto Hoher Turm, dopo aver salito 165 gradini. Da lì si cammina lungo i camminamenti merlati sopra i tetti, con un punto d’osservazione privilegiato sul castello e il parco. Nei giorni di sole si vedono chiaramente i rilievi della Bassa Austria, dal Schneeberg al Bosco Viennese. Il lago alla base della torre svela la forma dell’isola artificiale e la cura con cui è stato progettato il giardino.
Il castello è immerso in un parco di circa 250 ettari, uno dei più grandi e importanti della Bassa Austria. Progettato secondo lo stile dei giardini all’inglese, il parco offre ampi prati, boschetti sparsi e corsi d’acqua disposti per creare un’atmosfera rilassante e armoniosa. Tra i suoi tesori ci sono il Ponte dei Leoni, piccoli edifici ornamentali e laghetti, che completano il quadro di un giardino aristocratico di grande fascino.
La visita al castello prevede due itinerari, ciascuno di circa 50 minuti. I biglietti si possono comprare online o direttamente alla biglietteria nel cortile della fortezza. Attenzione però: i posti sono limitati, soprattutto per il percorso che porta alla torre panoramica, che si svolge solo con bel tempo.
Questa esperienza unisce arte, storia e natura, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi nella cultura degli Asburgo, lontano dalla frenesia della città ma a pochi minuti da Vienna.
Il castello si trova a Laxenburg, a circa venti chilometri a sud di Vienna, nella regione della Bassa Austria. In auto dal centro di Vienna si arriva in circa mezz’ora, percorrendo l’autostrada A2 e uscendo a Wiener Neudorf. L’ingresso principale del parco è in Schlossplatz 1, 2361 Laxenburg, facilmente individuabile con il navigatore.
Per chi arriva in auto ci sono tre parcheggi gratuiti: il più comodo è proprio all’ingresso principale del parco, gli altri due lungo Münchendorferstraße, una strada vicina.
Il collegamento con i mezzi pubblici è garantito dall’autobus 200, che parte dalla stazione principale di Vienna, Wien Hauptbahnhof, e arriva in circa trenta minuti alla fermata Laxenburg Franz-Josephs-Platz. Da lì si raggiunge il parco con una breve passeggiata. Ci sono anche altre linee bus che collegano Laxenburg con Mödling e Wiener Neudorf, agevolando l’accesso anche a chi non ha l’auto.
Nel 2024, il castello e il suo parco restano un patrimonio storico e culturale di grande valore, una testimonianza viva della grandezza degli Asburgo e del loro romanticismo architettonico, immersa in un paesaggio naturale straordinario.
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