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Italia verde e sostenibile: quasi 3,7 milioni di alberi piantati in un anno con benefici da 28 milioni di euro

Il 2025 sarà un anno di svolta per le foreste italiane: quasi 3,7 milioni di nuovi alberi e arbusti piantati in tutto il paese. Un numero che non racconta solo numeri, ma un vero e proprio guadagno ambientale stimato in 28 milioni di euro all’anno. Tuttavia, la crescita non è uniforme. Tra fondi straordinari, disparità regionali e metropoli che si fanno carico della sfida, si delinea un mosaico complesso. Ma proprio in questa complessità si nascondono le potenzialità per rilanciare il verde pubblico e contrastare il cambiamento climatico.

Più alberi e boschi: la fotografia del 2025

Nel 2025, le piantumazioni hanno sfiorato i 3,7 milioni di esemplari, con un aumento del 17% rispetto all’anno prima. La superficie coinvolta supera i 5.300 ettari, un’estensione che aiuta a catturare più anidride carbonica e a migliorare l’aria che respiriamo. Secondo l’Atlante delle Foreste, questo patrimonio verde porta benefici ambientali per circa 28 milioni di euro ogni anno, legati ai servizi ecosistemici offerti dalle nuove piantumazioni durante tutta la loro vita.

Il dato arriva da uno studio di Legambiente, AzzeroCO2 e Compagnia delle Foreste per Il Sole 24 Ore, che ha analizzato 260 progetti sparsi tra città e campagne su tutta la Penisola. Questi interventi non solo abbelliscono il paesaggio, ma aiutano anche a rafforzare gli ambienti contro gli effetti sempre più evidenti del clima che cambia: caldo estremo, ondate di calore, perdita di biodiversità.

Nonostante il trend positivo, la crescita non è uniforme. A spingere di più sono state soprattutto alcune città metropolitane, che hanno quadruplicato le piantumazioni grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza . Ma questo slancio, legato a risorse temporanee, lascia aperto il nodo di come mantenere questi risultati una volta finiti i fondi straordinari.

Le regioni che corrono e quelle che restano indietro

A livello regionale, il Trentino-Alto Adige resta in testa per il terzo anno di fila, con oltre 840 mila alberi piantati nel 2025. Il merito va soprattutto ai finanziamenti provinciali per riparare i danni della tempesta Vaia e delle infestazioni di bostrico, che hanno devastato ampie zone di bosco negli anni passati.

La vera sorpresa è la Sicilia, seconda con più di 600 mila alberi messi a dimora. Qui hanno giocato un ruolo importante i fondi residui del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022 e gli interventi delle città di Catania e Palermo. Lombardia e Piemonte completano la top five, rispettivamente al terzo e quarto posto con 479 mila e 469 mila piante.

Questa classifica tiene conto di progetti di enti regionali, amministrazioni metropolitane e investimenti privati. Ma ci sono anche nove regioni che nel 2025 non hanno piantato nuovi alberi: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche e Molise. Qui mancano interventi finanziati con strumenti ordinari della politica forestale regionale.

Spesso il problema è il ritardo nell’avvio del Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale previsto dalla Politica agricola comune 2023-2027, ancora in fase di partenza dopo la fine della programmazione precedente. Solo Lombardia, Toscana e Umbria hanno attivato progetti con questo strumento nel 2025, mentre Abruzzo e Basilicata lo faranno nei prossimi anni.

La Liguria fa un discorso a parte: qui la mancanza di nuovi impianti riflette la scelta di puntare su una gestione più conservativa, visto che la copertura boschiva regionale è già piuttosto alta. Per la Sardegna, infine, i dati sulla forestazione mancano per il quinto anno di fila.

Le metropoli in prima linea: Torino e Roma trainano la ripresa

Le città metropolitane sono state protagoniste nel 2025, con quasi 1,48 milioni di alberi e arbusti piantati grazie ai fondi del PNRR. Un record storico, che più che quadruplica il risultato dell’anno precedente.

Torino e Roma spiccano in cima alla lista. Torino ha superato i 455 mila alberi, Roma i 414 mila, insieme coprono il 59% del totale metropolitano. Seguono Reggio Calabria con circa 261 mila piante e Catania con 118 mila, quest’ultima che ha recuperato progetti bloccati da tempo.

Non tutte le città però hanno rispettato i tempi. Sei metropoli non hanno messo a dimora nuovi alberi nel periodo preso in esame. Firenze ha completato i lavori fuori dai tempi, Venezia ha partecipato solo in parte ai bandi PNRR, Bologna non ha avviato i progetti finanziati dal Piano. Bari, Genova e Messina non hanno comunicato l’avvio delle operazioni previste dal secondo ciclo di finanziamenti.

Questo divario evidenzia l’urgenza di sfruttare meglio le risorse e migliorare la programmazione, per trasformare gli investimenti in risultati concreti e duraturi nelle aree urbane e periferiche.

Redazione

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