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Le 10 città italiane più pericolose nel 2026: la classifica completa della sicurezza urbana

Nel 2025, i dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza hanno tracciato una fotografia precisa della criminalità in Italia: un paese in cui i reati calano, ma non ovunque allo stesso modo. Basta guardare a città e province per scoprire uno scenario a macchia di leopardo. Si va da zone dove la sicurezza migliora sensibilmente, a realtà in cui restano punti critici da non sottovalutare. Questa è la mappa aggiornata, disegnata dall’Indice della Criminalità 2026 del Sole 24 Ore, che racconta come si muove il crimine nelle diverse aree italiane. Per chi viaggia o semplicemente vive in queste terre, capire dove è meglio tenere gli occhi aperti fa la differenza.

Reati in calo, ma attenzione alle truffe informatiche

Nel 2025 le denunce di reati in Italia sono state 2,36 milioni, circa 42mila in meno rispetto all’anno precedente, con un calo dell’1,8%. A spingere verso il basso questo dato è soprattutto la diminuzione dei furti, che per la prima volta dopo tre anni tornano sotto il milione di denunce. In tutto, i furti denunciati sono stati 992.660, con un calo del 5,9% rispetto al 2024. Si segnala in particolare il crollo dei furti sulle auto in sosta, scesi del 16%, e quelli in abitazioni, calati dell’8,7%. Anche borseggi e furti con strappo sono diminuiti. Le rapine denunciate sono diminuite del 7,7%, comprese quelle avvenute in strada.

Tra i reati più gravi, gli omicidi volontari sono passati da 326 a 289, mentre le denunce per violenza sessuale sono calate dell’1,8%. Non tutte le categorie seguono però la stessa tendenza: truffe e frodi informatiche sono in aumento e hanno toccato quasi 299mila denunce, con un incremento del 4,4%. Sono cresciuti anche i danneggiamenti, le aggressioni fisiche, le estorsioni e gli incendi, che segnano un +18,7%. Insomma, il quadro è complesso: alcune forme di criminalità vanno giù, altre invece crescono.

Geograficamente, quasi metà dei reati denunciati si concentra nelle grandi aree metropolitane. Ma al Sud molte province mostrano segnali diversi, con cali significativi soprattutto in Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Città come Ragusa, Catania e Palermo registrano meno denunce. Va però ricordato che l’Indice si basa solo sui reati denunciati: quelli non segnalati restano fuori dal conteggio.

Le città più a rischio nel 2026: Milano in testa

Milano resta la città con il maggior numero di reati denunciati ogni 100mila abitanti, con un leggero aumento dello 0,6% nel 2025, in controtendenza rispetto al resto del paese. La provincia lombarda ha registrato 228.287 denunce, pari a 7.017,5 ogni 100mila abitanti, confermandosi la più colpita.

Dietro Milano, si piazzano Firenze, Roma e Bologna. Firenze conta 63.010 denunce, in calo del 2,9%; Roma, con 257.483 denunce, è la città con il maggior numero assoluto di casi nella top ten e ha segnato una riduzione del 5,3%; Bologna resta stabile, con un lieve calo dello 0,3%.

Nella top ten si fa notare Torino, che sale al quinto posto nonostante un calo del 4,3% dei reati, superando Rimini, scesa di una posizione. Genova guadagna terreno, passando dal decimo al settimo posto con 41.453 denunce e 5.050,99 casi ogni 100mila abitanti. Rimini ha registrato 18.347 denunce , mentre Prato, pur scendendo di un posto, resta ottava. Venezia e Livorno chiudono la classifica, entrambe arretrando di una posizione rispetto al 2024.

In Lombardia, nonostante la situazione variegata tra Milano e province vicine, molte città hanno visto crescere i reati denunciati. Lodi spicca con un +12,1%, seguita da Varese , Sondrio , Mantova , Pavia e Bergamo .

Le province più sicure: i dati che rassicurano

Sul versante opposto, ci sono province con un numero molto più basso di denunce ogni 100mila abitanti. Oristano si conferma la più sicura, con appena 1.706,58 denunce ogni 100mila residenti. Seguono Potenza , Enna , Benevento e Pordenone . Numeri che parlano di una criminalità meno diffusa, o forse meno denunciata.

In queste zone, la bassa incidenza dei reati disegna un quadro di maggiore tranquillità, utile sia per chi ci abita sia per chi decide di visitarle. Fattori come la densità di popolazione, le caratteristiche del territorio, il tessuto sociale e la presenza delle forze dell’ordine giocano un ruolo importante in questi numeri.

L’Indice della Criminalità 2026 restituisce così un ritratto nitido delle forti differenze che attraversano il paese, tra città dense e caotiche e province più serene. Un dato prezioso, che serve tanto ai cittadini quanto a chi vuole investire o viaggiare in Italia.

Redazione

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