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Eccezionale scoperta archeologica vicino a Notre-Dame: riaffiorano mura galliche che riscrivono la storia di Parigi

Nel cuore dell’Île de la Cité, a due passi da Notre-Dame, un muro antico di quasi venti metri riaffiora dal sottosuolo, portando con sé un segreto sepolto per secoli. È novembre 2026 quando, sotto l’Hôtel-Dieu, gli archeologi mettono allo scoperto una fortificazione gallica in pietra e legno, la traccia tangibile di un insediamento molto prima dei Romani. Quel pezzo di storia riscrive l’identità stessa di Parigi, gettando nuova luce su Lutetia, la città dei Parisii. Scavi iniziati a febbraio hanno acceso un acceso dibattito: dove si trovava davvero la capitale antica? Ora, forse, il mistero sta per essere svelato.

Mura galliche sotto l’Hôtel-Dieu: la scoperta che cambia la storia

Le indagini archeologiche nell’area dell’Hôtel-Dieu AP-HP sono iniziate a febbraio 2026, in concomitanza con i lavori di ristrutturazione dell’ospedale. Il Servizio Archeologico della Città di Parigi e l’Inrap hanno condotto sondaggi stratigrafici che hanno portato alla luce un muro difensivo lungo circa 20 metri, costruito con una combinazione di pietra e legno, tipica delle fortificazioni galliche della tarda età del ferro. Dietro la struttura si distingue anche una piattaforma artificiale di sabbia e ghiaia, probabilmente realizzata per sorreggere le costruzioni e i percorsi.

Un dettaglio significativo sono le tracce di un incendio devastante: il muro mostra evidenti segni di fuoco, con il legno carbonizzato e la pietra in parte danneggiata. Accanto alla cinta sono stati trovati reperti importanti come una punta di lancia gallica, semi carbonizzati e i resti di un edificio in legno; un quadro che racconta di una distruzione violenta. I primi test al radiocarbonio collocano il legname tra il 200 e il 10 a.C., un periodo cruciale in cui i Parisii affrontavano l’avanzata romana.

Lutetia: ancora aperto il nodo sulla sua posizione

Da tempo gli storici si interrogano sulla collocazione esatta di Lutetia, la città gallica descritta da Cesare nelle sue guerre galliche. Secondo il condottiero romano, l’insediamento si trovava su un’isola della Senna, difeso da ponti e mura. L’Île de la Cité è sempre stata la candidata più probabile a ospitare l’oppidum, ma le prove archeologiche concrete erano rimaste scarse fino a oggi. Questa scoperta sembra offrire finalmente un indizio solido sulla presenza di una comunità fortificata proprio nel cuore di Parigi.

La questione però non è chiusa: alcune teorie alternative puntano alla zona di Nanterre come possibile sito della capitale dei Parisii. La nuova cinta muraria riapre il dibattito, fornendo nuovi elementi per ricostruire l’assetto urbanistico e strategico dell’insediamento gallico prima della conquista romana. L’incendio e la piattaforma artificiale rinvenuti suggeriscono che Lutetia fosse un centro di grande importanza e complessità.

Un pezzo di storia da proteggere e raccontare

La Commissione regionale per la ricerca archeologica del Centro-Nord ha riconosciuto a settembre 2026 il valore eccezionale della scoperta. Quel muro potrebbe rappresentare una parte fondamentale delle difese di Lutetia, rinsaldando il legame tra la città moderna e la sua eredità gallica. Proseguire gli scavi sarà essenziale per chiarire meglio la funzione della struttura, come venne distrutta e se ci furono fasi precedenti di occupazione.

La fragilità dei reperti impone un lavoro delicato: il legno carbonizzato e le pietre rovinate saranno conservati con metodi digitali e tecniche avanzate come la fotogrammetria e la ricostruzione in 3D. Il progetto prevede anche un calco di una porzione del muro, destinato a un museo parigino, per offrire ai visitatori un contatto diretto con il primo volto difensivo della città. Grazie a questa scoperta, l’Île de la Cité non è più solo il cuore medievale e moderno di Parigi, ma si rivela anche un pezzo di mondo gallico che riaffiora piano piano dal sottosuolo.

Redazione

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