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Per Silenzio e Vento: le spettacolari Dolomiti protagoniste del nuovo documentario di Marco Zuin

Quando il vento sferza le creste delle Dolomiti, la montagna sembra parlare davvero, anche nel silenzio più assoluto. “Per silenzio e vento”, il documentario di Marco Zuin in arrivo il 21 settembre 2026, non si limita a mostrare panorami da cartolina. Qui la montagna diventa voce e memoria, racconta storie di chi la vive, di chi l’ha scelta come casa tra le rocce e l’aria sottile. Non c’è nulla di costruito o patinato: solo il respiro vero dell’alpinismo di oggi, fatto di emozioni crude e di silenzi rotti dal vento e dalle voci di chi non rinuncia a restare in quota.

Tra scrittura, montagna e tempo: il filo rosso del documentario

Al centro di tutto c’è Matteo Righetto, scrittore e attivista ecologico, che si rifugia in una baita per mettere ordine nei suoi appunti. Da lì parte il filo che attraversa il film: un pensiero sulla scrittura, sul valore del tempo, e su quanto la vita frenetica ci faccia perdere ciò che davvero conta. Le sue parole non sono solo racconti, ma un invito a guardare più a fondo.

Durante il viaggio, Righetto incontra alpinisti di generazioni diverse, una giovane climber piena di passione e grinta, una leggenda degli 8.000 metri con storie di imprese estreme, studiosi di montagne e persone che hanno scelto di vivere in quota. Ogni incontro aggiunge un pezzo al mosaico, mostrando che la montagna non è solo paesaggio, ma un osservatorio delle crisi globali: dal cambiamento climatico alle difficoltà economiche delle comunità montane.

E non è solo un messaggio d’allarme. Dal silenzio delle vette arriva anche la speranza di un cambiamento, un invito a nuovi modi di abitare e rispettare questi luoghi. Il cuore del documentario sta proprio qui: nella tensione tra la fragilità della montagna e la forza di chi la vive.

Dolomiti e territori: i luoghi scelti per raccontare la montagna vera

Il film prende vita tra le vette più famose e quelle meno battute d’Italia e oltre. Matteo Righetto ha raccontato su Instagram che le riprese si sono concentrate soprattutto tra Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte e Valle d’Aosta, con qualche scena in Svizzera. Le Dolomiti sono indubbiamente le protagoniste, ma si vedono anche paesaggi diversi che mostrano la ricchezza e varietà delle nostre montagne.

In particolare, le Dolomiti bellunesi fanno da sfondo alle scene principali; è qui che l’autore ha deciso di vivere, coltivando un legame profondo con la natura e un impegno ecologista. Tra località note come Cortina d’Ampezzo e Belluno, chiamata la “piccola Venezia” delle montagne, il documentario non si limita alle immagini più famose, ma racconta anche una montagna più autentica, lontana dal turismo di massa.

Oltre a panorami celebri come le Tre Cime di Lavaredo, la Marmolada e le Tofane, il film scava più a fondo, mostrando pareti rocciose imponenti, boschi silenziosi dove l’uomo può davvero ritrovare se stesso, e rifugi essenziali che raccontano una vita semplice e genuina. È da questi luoghi che emerge lo spirito vero del vivere in quota: un rapporto stretto e rispettoso con la natura.

Le immagini dialogano anche con preziosi filmati d’archivio in Super8, tratti dalla collezione personale di Righetto. Questi spezzoni regalano uno sguardo speciale sulle Dolomiti, mostrando come bellezza e cambiamento si intrecciano nel tempo, ricordandoci che anche la natura evolve.

Sostenitori e riconoscimenti: il sostegno al progetto

“Per silenzio e vento” ha trovato un sostegno importante da realtà di rilievo legate alla montagna e al cinema in Italia. Tra i partner ci sono la Trentino Film Commission e la Veneto Film Commission, che giocano un ruolo chiave nel supportare produzioni che valorizzano il territorio.

Anche Montura, azienda di abbigliamento tecnico per la montagna, ha creduto nel progetto, così come il CAI Nazionale, il Club Alpino Italiano, storica voce dell’alpinismo e dell’escursionismo nel nostro paese. Un ulteriore appoggio arriva dalla Fondazione Dolomiti Unesco, che si occupa della tutela e promozione di questo patrimonio montano riconosciuto nel mondo.

Questi sostegni confermano che “Per silenzio e vento” non è solo un film, ma un messaggio culturale e sociale di grande valore. L’obiettivo è raccontare la montagna con consapevolezza, mettendo in luce aspetti ambientali, umani e storici che vanno oltre le immagini spettacolari.

Documentario tra immagini nuove e memoria: un racconto a più voci

Uno dei punti di forza di “Per silenzio e vento” è l’unione di riprese dal vivo con materiali d’archivio, per costruire un racconto ricco e stratificato. Le immagini fresche mostrano scene di vita quotidiana in montagna, arrampicate, paesaggi, ma soprattutto interviste che offrono punti di vista diversi.

I filmati Super8, provenienti dall’archivio personale di Righetto, portano con sé un senso forte del tempo che passa. La pellicola consumata e l’atmosfera vintage restituiscono il cambiamento di paesaggi e tradizioni. Questo mix tra passato e presente mostra come il legame con la montagna si trasformi, senza perdere la sua essenza.

Le testimonianze vanno da storie personali di alpinisti a riflessioni di studiosi, fino a racconti di chi ha scelto di vivere lontano dalla città. Ogni voce contribuisce a dipingere un quadro complesso e vero della montagna oggi, lontano dagli stereotipi.

Questa scelta narrativa rende il documentario capace di coinvolgere sia gli appassionati di alpinismo sia un pubblico più ampio, interessato a temi ambientali e sociali. Immagini e parole si intrecciano con naturalezza, dando vita a un’esperienza visiva e riflessiva che accompagna tutto il film.

L’uscita prevista per il 21 settembre 2026 segna un momento importante per chi vuole capire davvero cosa significa la montagna oggi, non solo come paesaggio, ma come luogo vivo, complesso e in continua trasformazione.

Redazione

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