Dragon Ball sta per approdare alle porte di Parigi, in una trasformazione che non passerà inosservata. A Cergy-Pontoise, dove un tempo si estendeva un parco abbandonato, sorgerà un colosso del valore di 6 miliardi di euro. Un investimento senza precedenti in Francia, capace di scatenare sia entusiasmo che dubbi. Da una parte, c’è chi si interroga sull’identità culturale del territorio, dall’altra chi vede nell’operazione una vera opportunità economica, con centinaia di posti di lavoro all’orizzonte. Dietro il progetto, un’inedita alleanza tra Francia e Arabia Saudita, un legame nato dalla passione globale per un manga che ha segnato generazioni e continenti.
Il sito scelto si trova a Cergy-Pontoise, nel Val d’Oise, a nord-ovest di Parigi. Non è una scelta casuale: qui sorgeva Mirapolis, un parco divertimenti inaugurato nel 1987 che però chiuse dopo pochi anni per mancanza di visitatori e altri problemi. Da allora, l’area è rimasta abbandonata, un simbolo di sogni spezzati nel mondo dell’intrattenimento. Ora l’idea è di far rinascere questo spazio con un complesso di tre parchi tematici, con Dragon Ball come punta di diamante. Un’occasione per valorizzare un luogo che, nonostante il passato difficile, gode di una posizione strategica vicina a Parigi.
Il progetto rientra in un più ampio piano di recupero e rilancio territoriale, trasformando un’area dimenticata in un centro vivace, capace di attirare visitatori da tutta Europa. La scelta di Dragon Ball, icona globale del manga di Akira Toriyama, punta a coinvolgere sia i fan di lunga data sia le nuove generazioni. Al momento però i dettagli sulle attrazioni, le aree tematiche e i tempi di apertura restano vaghi, e serviranno anni di lavoro prima di vedere il parco operativo.
Dietro all’investimento non c’è solo denaro ma anche un curioso legame umano. Il presidente francese Emmanuel Macron e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman hanno entrambi mostrato interesse per il mondo dei manga, e in particolare per Dragon Ball. Questa passione condivisa ha rafforzato le relazioni tra i due Paesi, dando vita a un’intesa che va oltre la cultura. L’accordo prevede la costruzione di tre parchi a tema vicino a Parigi, finanziati dal gruppo saudita Qiddiya, uno dei principali motori degli investimenti sauditi nel turismo e nell’intrattenimento.
Il progetto diventa così un incrocio tra cultura pop, diplomazia e affari internazionali. È parte della strategia dell’Arabia Saudita per diversificare l’economia e rafforzare la sua presenza nel turismo globale, riducendo la dipendenza dal petrolio. Dall’altro lato, la Francia punta a consolidare la sua posizione come hub dell’intrattenimento, affiancando questa nuova realtà a colossi già affermati come Disneyland Paris. Ma non mancano le discussioni sul ruolo e l’impatto degli investimenti stranieri sul tessuto culturale e produttivo francese.
L’intero progetto, con i tre parchi, vale circa 6 miliardi di euro, una cifra che sottolinea l’ambizione dietro a questa operazione. Il gruppo Qiddiya finanzierà l’iniziativa, puntando a trasformare l’area di Parigi in una destinazione capace di competere a livello internazionale. Secondo l’Eliseo, la realizzazione dovrebbe portare fino a 22 mila nuovi posti di lavoro, tra quelli creati direttamente nel parco e quelli legati all’indotto nelle zone vicine.
L’obiettivo è chiaro: rilanciare l’economia locale e attirare turisti da tutto il mondo, facendo di Cergy-Pontoise un punto di riferimento per gli appassionati di cultura pop e parchi a tema. Questa spinta si inserisce in un piano più vasto, soprattutto saudita, che punta a turismo e tempo libero per dare nuova linfa all’economia. Ma in Francia non mancano le preoccupazioni sul peso di investimenti così ingenti dall’estero e sull’effetto che potranno avere sulla cultura locale e sulle industrie del tempo libero.
Nonostante le riserve, l’arrivo di Goku e compagni promette di accendere l’interesse e di mettere Cergy sulla mappa internazionale dell’intrattenimento. Per ora la loro nuova casa è ancora in costruzione, ma presto potrebbe segnare un nuovo capitolo nel rapporto tra cultura pop giapponese e Francia.
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