Una nacchera, preziosa e protetta, nascosta in una tasca. È successo a Calasetta, dove un turista ha deciso di portarsi via quel piccolo mollusco dalla Spiaggia Grande. Quello che sembrava un souvenir innocuo ha acceso subito l’allarme: la nacchera è specie tutelata, ormai rara nelle acque sarde. I bagnanti, testimoni dell’azione, non hanno perso tempo e hanno chiamato la Stazione forestale di Sant’Antioco, che è intervenuta senza indugio.
Non appena sono arrivate le segnalazioni, gli agenti della Stazione forestale si sono precipitati sulla Spiaggia Grande, tra le più frequentate di Calasetta. La loro ricerca non ha tardato a dare risultati: hanno trovato un giovane esemplare di Pinna nobilis, la famosa nacchera, nascosto proprio vicino all’ombrellone del turista. L’animale era stato tolto dal suo ambiente naturale e nascosto tra gli scogli, probabilmente per non farsi scoprire. I forestali hanno raccolto tutte le prove, scattato foto e ascoltato i testimoni. Il caso è finito sulla scrivania della Procura della Repubblica, che ha formalizzato la denuncia per prelievo illegale.
La Pinna nobilis è il bivalve più grande del Mediterraneo e gioca un ruolo fondamentale nell’ecosistema marino. Ospita altre specie e aiuta a stabilizzare i fondali. Purtroppo, negli ultimi anni la sua popolazione è calata drasticamente, vittima di inquinamento, cambiamenti climatici e raccolte non autorizzate come questa. Il giovane esemplare portato via da Calasetta fa parte di una specie già in difficoltà, e il suo prelievo rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’intera colonia locale.
La Pinna nobilis è tutelata dalla Direttiva “Habitat” del 1992 a livello europeo, che vieta di raccogliere gli esemplari vivi, ma anche conchiglie vuote o parti di conchiglia. In Sardegna si aggiunge la Legge Regionale n.16 del 2017, che prevede multe da 500 a 3.000 euro per chi preleva materiali dalle spiagge. Se si tratta di specie protette, come la nacchera, la violazione diventa un reato penale con pene che vanno da due mesi a due anni di arresto e multe tra 2.000 e 12.000 euro. Norme severe, pensate proprio per fermare comportamenti che rischiano di danneggiare il fragile equilibrio marino.
Quanto accaduto a Calasetta è un campanello d’allarme per chi frequenta le coste sarde. Prendere conchiglie, sabbia o ciottoli può sembrare innocuo, ma spesso porta a danni seri all’ambiente. Il Corpo forestale ricorda che anche i gesti più piccoli possono avere conseguenze pesanti e far scattare sanzioni amministrative o penali. Per mantenere intatta la bellezza e la biodiversità delle nostre spiagge, serve solo una cosa: guardare, godere e lasciare tutto com’è. Solo così le future generazioni potranno continuare a vivere e amare queste coste.
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