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Il Castello a Scacchiera di Jehay in Belgio: Un Viaggio tra Fossati, Giardini Italiani e Sculture Misteriose

Il castello di Jehay si staglia sull’acqua calma del fossato, come un quadro vivente. La sua facciata a scacchiera, fatta di pietre chiare e scure, cattura lo sguardo con un’eleganza insolita, rara da trovare in Europa. Basta guardarlo per capire che non è solo un edificio: è un pezzo di storia scolpito nella pietra. Dietro quelle mura antiche si intrecciano racconti di potere, di guerre dimenticate e di alleanze suggellate da matrimoni. Secoli di trasformazioni architettoniche si leggono nei dettagli, mentre i giardini d’epoca aggiungono un tocco di magia a un luogo sospeso nel tempo.

Le origini e le trasformazioni: il castello tra Medioevo e Rinascimento

Le radici di Jehay affondano molto più in là rispetto all’aspetto rinascimentale che vediamo oggi. Già in epoca celtica, quell’area paludosa aveva un valore strategico. I Romani vi costruirono un castrum, una fortezza per controllare il territorio. Anche nel periodo carolingio la funzione militare rimase, con nuove fortificazioni che testimoniano l’importanza continua del sito. La costruzione vera e propria del castello risale probabilmente al XII o XIII secolo, quando passò di mano tra diverse famiglie nobili.

Nel XIV secolo la residenza era di Arnould de Jehain. Nel secolo successivo, il castello venne coinvolto nelle tensioni politiche del Principato di Liegi, diventando teatro di scontri e intrecci familiari che ne segnarono il destino. Nel XV secolo, per esempio, Wathieu Datin, proprietario all’inizio del ‘400, venne bandito per ribellione. La famiglia De Sart lo ottenne nel 1483 attraverso un matrimonio, ma continuò la lotta con il principe-vescovo Jean de Hornes, causando nuovi danni.

La svolta arrivò intorno al 1550, quando un De Sart avviò una ricostruzione che diede al castello l’aspetto rinascimentale che ancora oggi lo caratterizza. Nel 1567 passò ai De Mérode, che lo ampliarono ulteriormente. Nel XVIII secolo lo comprò Lambert Amand van den Steen: la sua famiglia, i Van den Steen de Jehay, lo tenne per duecento anni. L’ultimo proprietario privato, il conte Guy van den Steen de Jehay, si dedicò con passione al restauro e al parco. Nel 1978 cedette tutto alla Provincia di Liegi, che ne divenne piena proprietaria nel 1999, alla sua morte.

Visitare Jehay oggi: un viaggio tra facciate, giardini e curiosità

Oggi il castello è in restauro, quindi l’accesso agli interni è limitato o chiuso. Così si concentra l’attenzione sulle aree esterne, che non deludono affatto. Prima di entrare nel parco, vale la pena fermarsi ad ammirare la facciata a scacchi: il gioco di pietre chiare e scure cambia con la luce, regalando prospettive sempre diverse. Il fossato che circonda il castello riflette l’edificio, creando un effetto quasi teatrale.

Nel percorso si trovano anche le dipendenze, dove sono allestite esposizioni permanenti con oggetti raccolti nel castello. Su tutti spicca il “Cabinet de curiosités de Jehay”, una collezione di pezzi strani e preziosi che raccontano la passione per il collezionismo nobiliare. Le mostre temporanee, che si susseguono nel tempo, offrono sguardi nuovi sul patrimonio artistico della tenuta.

Il parco, disegnato come un giardino all’italiana, è un esempio di rigore e simmetria: aiuole precise, giochi d’acqua e filari di tigli potati con maestria. Questa geometria si riflette anche nella facciata, creando un dialogo armonico tra natura e architettura. Tra le curiosità c’è la ghiacciaia ottocentesca, una struttura usata per conservare naturalmente il ghiaccio raccolto d’inverno, segno di come si organizzava la vita domestica un tempo.

L’orto-giardino, recentemente restaurato, si estende su circa un ettaro e ospita varietà antiche di ortaggi, piante aromatiche e alberi da frutto. Gestito insieme all’Institut Provincial d’Enseignement Agronomique de La Reid, mantiene vivo il legame tra tradizione agricola e patrimonio locale.

Lungo i sentieri si scoprono anche sculture bronzee dalle forme erotiche, opera proprio del conte Guy van den Steen de Jehay, che ha lasciato il suo segno anche nell’assetto più recente del parco. Il percorso termina attraversando la zona boschiva, per tornare infine al cortile e alla facciata, chiudendo il cerchio di questa visita suggestiva.

Dove si trova e come inserirlo in un itinerario nella Vallonia

Il castello di Jehay si trova ad Amay, nella provincia di Liegi, in Vallonia, precisamente in Rue du Parc 1. È immerso in una zona rurale a nord del centro, tra campi e piccoli borghi, un luogo perfetto per chi cerca un paesaggio tranquillo e agricolo. La soluzione più comoda per arrivarci è in auto: c’è un parcheggio a disposizione dei visitatori.

La posizione di Jehay lo rende ideale per essere inserito in itinerari più ampi lungo le Terres-de-Meuse, un territorio ricco di castelli, abbazie e borghi storici. Anche Amay merita una visita, con il suo patrimonio e i siti lungo la Mosa. Tra questi, l’Abbazia di Paix-Dieu e la Collegiata di Sainte-Ode e Saint-Georges sono tappe da non perdere per chi vuole scoprire la storia religiosa e il paesaggio della Vallonia.

Il castello di Jehay non è solo un pezzo di architettura o storia: è un luogo dove natura, arte e cultura si intrecciano in modo affascinante, inserito in un contesto ricco di testimonianze antiche e ambienti naturali. Una visita qui regala un’esperienza completa e intensa.

Redazione

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