Non è la Sicilia che ti aspetti, dice Fred Casadei mentre ricorda quei giorni in sella. Da Pachino, sua città natale, ha pedalato per oltre 1200 chilometri, attraversando strade poco battute e salite che sfiorano gli 8000 metri di dislivello. Dal 20 luglio all’8 agosto, il caldo estivo ha messo alla prova ogni muscolo, ma anche aperto gli occhi su un’isola lontana dai soliti cliché. Fred non cercava spiagge affollate o luoghi turistici. Voleva scoprire la Sicilia nascosta, quella fatta di paesaggi silenziosi e storie autentiche, quelle che si trovano solo fermandosi davvero a guardare.
Fred racconta che tutto è nato da due passioni: la sua terra e la bicicletta. Non è uno che corre o gareggia, lui preferisce prendersela con calma, esplorare. Quando ha trovato arance sugli alberi, si è fermato a mangiarle; ogni strada nuova era una scoperta. Il fatto di essere insegnante di musica lo ha costretto a scegliere luglio per il viaggio, il mese più caldo dell’anno in Sicilia, ma non si è scoraggiato. Spesso partiva alle sei del mattino, cercando di anticipare il caldo che già dalle otto diventava insopportabile.
L’organizzazione è stata fondamentale. Ha diviso il percorso in venti tappe da 70-80 chilometri al giorno, un ritmo che gli ha permesso di andare avanti senza esaurirsi, visto che non si è concesso giorni di riposo. Ha prenotato con largo anticipo, perché luglio e agosto sono mesi di piena stagione e trovare posto all’ultimo è quasi impossibile.
Fred ha evitato le solite mete turistiche. Soprattutto nella Sicilia nord, tra le montagne palermitane, ha scoperto un mondo quasi a parte, con boschi dove i cinghiali girano liberi e calette rocciose piene di venditori di granite. Le salite hanno regalato viste mozzafiato sulle isole Eolie e Favignana, panorami che hanno ripagato ogni fatica.
Ha trovato anche luoghi poco conosciuti, come un fiume sotterraneo a Catania. In un pub con accesso alla grotta ha potuto vedere il corso d’acqua nascosto sotto la città, un lato di Catania lontano dal vulcano Etna e dalla storia più nota.
Un’altra scoperta che lo ha colpito è stata la casba di Mazara del Vallo, un quartiere che conserva l’aspetto tipico delle medine nordafricane. Fred ha notato quanto l’influenza araba sia ancora viva negli scorci della città, con porte, finestre e serrande che sembrano portarti direttamente a Tunisi. Un’immagine inaspettata anche per chi conosce bene la Sicilia.
Non tutto è stato perfetto. Fred ammette di essere rimasto deluso da Taormina, una località splendida ma ormai trasformata in un paradiso per turisti di lusso, con negozi di marca che hanno preso il sopravvento sul carattere autentico del luogo. L’atmosfera gli è sembrata troppo artificiale, lontana da quello che cercava nel suo viaggio. Però non esclude di tornarci per eventi culturali, come un concerto al Teatro Greco.
Uno dei momenti più toccanti è stato a Cinisi, dove ha visitato la casa museo di Peppino Impastato. Conoscendo la storia di questo giornalista e attivista antimafia, è stato emozionante entrare negli spazi in cui ha vissuto, vedere poesie scritte di suo pugno e fotografie della sua infanzia. Il percorso che collega la sua casa a quella del boss mafioso Tano Badalamenti, con mattonelle colorate che riportano frasi di Impastato, ha reso tangibile quella forte contrapposizione storica e sociale, lasciando un segno profondo.
Dal racconto di Fred arrivano anche preziosi consigli per chi vuole affrontare un viaggio simile in bici. Prima di tutto, scegliere bene gli alloggi: è fondamentale che siano in centro, vicino ai paesi da visitare, per evitare di dover pedalare chilometri extra quando si è già stanchi. Fred ha provato sulla sua pelle il disagio di un alloggio a 30 chilometri dal centro di Milazzo, che dopo una lunga giornata lo ha costretto a ripartire presto per raggiungere la città.
Per quanto riguarda il percorso, la costa est, da Pachino a Messina, è più facile e pianeggiante, adatta anche ai meno esperti. La costa nord e il tratto da Trapani ad Agrigento sono più impegnativi, con salite e dislivelli, ma regalano panorami spettacolari. Oggi la tecnologia aiuta: ci sono app che permettono di valutare lunghezza, dislivello e difficoltà, utili per scegliere tappe adatte al proprio livello.
Nonostante il caldo abbia reso tutto più faticoso, Fred si porta a casa un’esperienza che lo ha segnato profondamente. Ha già in mente un nuovo viaggio in bici per l’estate prossima, con una migliore organizzazione, qualche tappa da evitare e alloggi scelti con più attenzione. Ma c’è un progetto più grande: trasformare l’avventura in un viaggio solidale per raccogliere fondi a favore di famiglie in difficoltà nella zona di Pachino.
Fred tiene a sottolineare che il suo viaggio non è solo una questione di chilometri o fatica, ma di incontri, colori, profumi e storie che si incontrano lungo la strada. In quei venti giorni ha condiviso ogni giorno foto e racconti su Instagram, mostrando una Sicilia diversa, meno nota ma vibrante di vita e cultura. La sua esperienza dimostra che viaggiare con calma può rivelare aspetti nascosti di una terra famosa ma spesso fraintesa, offrendo uno sguardo nuovo e autentico.
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