Ogni mattina, le strade di Sorrento si riempiono di turisti, un fiume in piena che soffoca il centro storico e mette in difficoltà chi ci vive. Negli ultimi mesi, la città ha deciso di non restare più in silenzio. Accanto ad Amalfi e Capri, ha scelto di dire basta all’overtourism, quel fenomeno che trasforma luoghi un tempo tranquilli in mete sopraffatte da visitatori. Non è solo una questione di numeri: è una sfida a trovare un equilibrio tra sviluppo economico e qualità della vita, dove il rumore e la confusione non devono più essere il prezzo da pagare per il turismo.
La Carta di Amalfi è nata nell’aprile del 2025, per iniziativa dei sindaci di Amalfi e Capri. Si tratta di un accordo tra Comuni, che mette insieme le destinazioni più colpite dall’esplosione del turismo di massa. Da sette Comuni fondatori, oggi questa rete conta più di venti località italiane famose per l’afflusso di turisti. L’idea è semplice: condividere esperienze, bisogni e strumenti per gestire meglio il flusso di visitatori.
Tra i Comuni aderenti ci sono nomi come Positano, Ravello, Ischia, Taormina, Porto Cervo, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur e tante altre località di montagna. A breve si unirà anche Sorrento, cuore pulsante della Penisola Sorrentina. Il sindaco Corrado Fattorusso ha confermato la volontà di entrare a far parte del gruppo, sottolineando che oggi non si può più affrontare da soli un problema che è diventato sistemico.
Una delle prime vittorie della Carta è già sotto gli occhi di tutti: ora i Comuni turistici possono assumere più agenti di polizia municipale rispetto al passato. Amalfi, per esempio, ha allungato il servizio di vigilanza notturna fino alle quattro del mattino nei mesi più caldi, agosto e settembre, per garantire più sicurezza nelle ore in cui arrivano più visitatori.
Negli ultimi anni, Capri, Amalfi e Sorrento hanno visto il turismo crescere a livelli difficili da gestire. Nei mesi di punta, migliaia di persone invadono ogni giorno le vie dei centri storici, le strade sono intasate, i mezzi pubblici traboccano e i servizi arrancano. Per chi vive lì, la situazione è pesante: ordine pubblico, sicurezza e qualità della vita sono messi a dura prova.
Capri, in particolare, si trova alle prese con un problema serio: gli sbarchi giornalieri superano la capacità di controllo attuale. Il sindaco Paolo Falco ha annunciato uno studio di otto mesi che servirà a chiedere alla Regione Campania e al Ministero dell’Interno più poteri per intervenire nei momenti di picco, così da garantire sicurezza e ordine.
Anche Sorrento, con il sindaco Fattorusso, guarda con attenzione a questa alleanza. L’overtourism è un fenomeno che coinvolge tutta la Penisola Sorrentina e nessun Comune può affrontarlo da solo. Serve un lavoro comune per non mettere a rischio quei centri storici e quel patrimonio culturale e paesaggistico che rendono questa zona una meta apprezzata in tutto il mondo.
La nuova collaborazione tra i Comuni punta a trovare modi più efficaci per governare il flusso di turisti. L’obiettivo è evitare il caos che deriva da un afflusso incontrollato, ma senza chiudere le porte a chi sceglie la Penisola Sorrentina per le sue vacanze o visite. Limitare il turismo sarebbe un autogol economico, ma saperlo gestire è diventato indispensabile.
Tra le strategie al vaglio ci sono la regolazione degli arrivi tramite prenotazioni o fasce orarie, un aumento del personale per garantire ordine e sicurezza, e una riorganizzazione dei trasporti. Importante anche coinvolgere operatori e residenti per diffondere una cultura della sostenibilità, basata sul rispetto per i luoghi e per chi ci vive.
La Penisola Sorrentina, con Capri e Amalfi, punta a diventare un esempio per altre destinazioni italiane. L’obiettivo finale è trovare quell’equilibrio delicato tra sviluppo economico e qualità della vita, senza rinunciare a ciò che rende queste città uniche.
L’overtourism resta una sfida aperta, ma con la Carta di Amalfi Sorrento si prepara a giocare un ruolo da protagonista per assicurare un futuro più sostenibile a tutto il territorio e ai suoi centri storici.
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