Nel 2023, alcune destinazioni turistiche hanno visto un’affluenza record, superando di gran lunga i numeri precedenti alla pandemia. Non si tratta solo di tornare ai livelli di prima, ma di una crescita che spinge verso nuovi orizzonti. Dove le infrastrutture sono state rinnovate, i trasporti potenziati e le procedure d’ingresso semplificate, il turismo esplode. L’Italia, pur restando una meta amata, avanza più a rilento. Nel frattempo, nuovi Paesi emergono, conquistando fette di mercato con strategie ben calibrate e investimenti mirati. La geografia del viaggio si sta riscrivendo sotto i nostri occhi.
Il rapporto “Tourism Trends and Policies 2026” dell’OCSE mette nero su bianco una realtà chiara: la ripresa del turismo internazionale dopo il Covid è tutt’altro che omogenea. Se si confrontano gli arrivi del 2019 con le previsioni al 2025, si scoprono aumenti molto diversi da Paese a Paese. In testa ci sono quelli che hanno puntato su aeroporti moderni, voli diretti e nuove offerte culturali. Qui la crescita supera spesso il 50%, a testimonianza di un turismo che sta virando verso mete meno battute e più innovative.
Questi dati raccontano non solo le nuove preferenze di viaggio, ma anche come le politiche di apertura e promozione abbiano cambiato pelle. Oggi i turisti guardano con favore a ingressi più semplici, infrastrutture all’avanguardia e attrazioni che mescolano tradizione e novità. Così il mercato globale si sta ridisegnando, con mete emergenti che crescono più in fretta rispetto alle grandi classiche.
L’Arabia Saudita guida la classifica con un balzo del 67% negli arrivi rispetto al 2019. Dietro c’è il progetto Vision 2030, che ha rivoluzionato l’economia del Paese, allontanandola dalla sola dipendenza dal petrolio e puntando forte sul turismo culturale. Il Regno ha investito molto per aprirsi al mondo: procedure di visto più snelle, potenziamento dei voli e grandi opere infrastrutturali.
Il richiamo arriva da attrazioni uniche, come il Maraya di AlUla, un edificio specchiato che sembra uscito da un film di fantascienza, e le tombe di Hegra, patrimonio Unesco scolpite nella pietra. Grazie ai social e a campagne pubblicitarie efficaci, l’Arabia Saudita ha fatto parlare di sé, attirando un flusso crescente di visitatori. Nuove rotte aeree e eventi culturali itineranti hanno dato ulteriore spinta a questa crescita, rendendo il Paese un caso di successo nel turismo post-pandemia.
Il Regno non offre solo archeologia, ma anche natura incontaminata e ospitalità di alto livello, combinazioni che stanno conquistando sempre più turisti in cerca di esperienze fuori dal comune.
Marocco ed Egitto segnano una crescita robusta, rispettivamente del 53% e 47%. Entrambi hanno investito su collegamenti aerei più efficienti e ampliato gli aeroporti, puntando su un mix vincente di storia, cultura e paesaggi naturali. Marrakech, Il Cairo, le spiagge mediterranee e i deserti del Sahara continuano a sedurre i viaggiatori di tutto il mondo.
In Sudamerica, Brasile, Colombia e Cile superano i livelli pre-pandemia con aumenti tra il 40 e il 45%. La ricchezza naturale, le grandi città e le tradizioni locali sono il motore di questa crescita, che non riguarda solo il turismo di piacere ma anche quello d’affari, segnale di un mercato che si fa più variegato.
Le politiche di promozione e la capacità ricettiva migliorata hanno aperto la strada a nuove rotte internazionali. Così questi Paesi si candidano come protagonisti di un turismo che punta su autenticità e territori ancora poco sfruttati.
In Europa la ripresa è meno esplosiva ma comunque importante. Norvegia, Serbia, Danimarca, Portogallo e Spagna registrano aumenti superiori al 20%, confermando un interesse rinnovato da parte dei turisti internazionali. La Norvegia, con i suoi fiordi e paesaggi naturali, attrae sempre più chi cerca un turismo “green” e avventuroso.
Anche Francia e Grecia, pur con ritmi più lenti, hanno superato i numeri pre-pandemia grazie alla ripresa di musei, festival e attività culturali. Un fattore interessante è la valuta: il Giappone si piazza sesto a livello mondiale grazie a uno yen più debole, che rende il viaggio più conveniente.
In sintesi, l’Europa resta una meta di primo piano, ma deve fare i conti con una domanda che cambia e la concorrenza di destinazioni emergenti che offrono novità e prezzi più competitivi.
Ecco la classifica delle 20 destinazioni con l’aumento più forte negli arrivi internazionali tra il 2019 e il 2025:
1. Arabia Saudita +67%
2. Marocco +53%
3. Egitto +47%
4. Brasile +46%
5. Colombia +45%
6. Giappone +34%
7. Cile +33%
8. Norvegia +28%
9. Serbia +27%
10. Danimarca +22%
11. Turchia +21%
12. Portogallo +20%
13. Lussemburgo +19%
14. Slovenia +16%
15. Spagna +16%
16. Islanda +14%
17. Francia +12%
18. Grecia +11%
19. Paesi Bassi +11%
20. Svezia +11%
Questi numeri raccontano un turismo che non si è mai spento, anzi si è trasformato, aprendosi a nuove destinazioni e modi di viaggiare. La voglia di esplorare è viva più che mai, e molte località si stanno rinnovando per intercettare una domanda sempre più variegata e in movimento.
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