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Terapia di famiglia: le incantevoli location sul lago che raccontano calma e tensione nel nuovo film di Arnaud Lemort

Il Lago Lemano si stende calmo, quasi immobile, sotto un cielo che sembra custodire segreti. Qui, tra le acque tranquille e i borghi antichi, si muovono i personaggi di “Terapia di famiglia”, il nuovo film di Arnaud Lemort, uscito nelle sale il 23 luglio 2026. Quel paesaggio, apparentemente sereno, è lo specchio perfetto delle tensioni che ribollono sotto la superficie di una famiglia in crisi. Non è un caso che il regista abbia scelto proprio queste location: ogni scorcio, ogni pietra racconta una storia, una fragilità pronta a scoppiare. Così, il Lago Lemano e i suoi piccoli centri storici diventano molto più di uno sfondo: sono parte viva del racconto.

Una famiglia in bilico: di cosa parla “Terapia di famiglia”

Il film segue Damien Leroy, interpretato da Baptiste Lecaplain, un uomo alle prese con un’ansia che lo accompagna da anni. Nonostante le sedute dallo psicoanalista Olivier Béranger , i suoi problemi sembrano lontani dall’essere risolti. Anzi, Damien si fa sempre più invadente, tanto che Olivier, esasperato, decide di chiudere il percorso con un’ultima sfida: “trovare la donna giusta per lui.”

Quando Damien incontra Alice, il sentimento è immediato e reciproco. Ma la svolta arriva quando lei lo invita a festeggiare il trentennale di matrimonio dei genitori e Damien scopre che il padre di Alice è proprio il suo psicoanalista. Da qui in poi, la storia si infittisce: segreti, provocazioni e giochi di potere mettono a dura prova la nuova coppia. Il film dipinge così un delicato equilibrio tra fiducia e tradimento, tra ruoli professionali e legami familiari.

Lago Lemano: bellezza tranquilla e tempeste nascoste

Le riprese si sono concentrate sul Lago Lemano, il grande specchio d’acqua che si stende tra Svizzera e Francia. Un luogo che sembra perfetto per rappresentare quella “tranquillità borghese” che può però essere infranta da un soffio di vento. Qui, kayak, pedalò e passeggiate lungo le rive raccontano una vita semplice, apparentemente senza scosse.

Ma il regista Lemort ricorda come basti una giornata ventosa per trasformare il lago in un mare agitato, paragonandolo a Biarritz, famosa per le sue onde impetuose. Questo contrasto tra calma e tempesta diventa una metafora potente delle tensioni che agitano la famiglia protagonista, un riflesso naturale delle loro emozioni in subbuglio.

Borghi sul Lemano: storie di mura e fragilità

Il film non si limita alle rive del lago, ma si spinge nei borghi che ne circondano la sponda francese, luoghi carichi di storia e di un fascino senza tempo, perfetti per raccontare una vita di facciata e di segreti.

### Évian-les-Bains: eleganza termale e natura curata

Famosa per le sue acque termali, Évian-les-Bains mostra anche un volto raffinato, con le sue architetture Belle Époque. La Villa Lumière, ex residenza della famiglia omonima, e il casinò con la cupola neo-bizantina raccontano un passato di fasti. La storica funicolare che collega i centri termali è un altro simbolo di questa tradizione.

I giardini acquatici del Jardin du Pré Curieu, con ninfee e carpe koi, creano un’atmosfera quasi fiabesca, un contrasto delicato con la tensione che si respira nella trama.

### Yvoire: il borgo medievale che fa da teatro a segreti e tensioni

Yvoire è forse il borgo più suggestivo sul lago. Le sue mura antiche, il castello ben conservato e le porte d’ingresso medievali fanno da cornice perfetta alle vicende della famiglia Béranger. Nelle scene si riconoscono la chiesa di San Pancrazio e il Jardin des Cinq Sens, con la sua ricca collezione botanica, che aggiunge un tocco di natura e cultura.

La solidità delle mura si contrappone all’instabilità emotiva dei protagonisti, creando un forte contrasto simbolico tra ciò che si mostra e ciò che si nasconde.

### Thonon-les-Bains: panorami e storia che parlano al cuore

Thonon-les-Bains è stata una delle location più sfruttate per i suoi scorci panoramici. Dai giardini nella parte alta della città si gode una vista ampia sulla sponda meridionale del lago, catturando la calma e la vastità del paesaggio.

Il quartiere Rives, con il suo passato da villaggio di pescatori, racconta un mondo che sembra fermo nel tempo. Nel centro storico si trovano la Basilica di Saint-François-de-Sales e la Chiesa di Saint-Hippolyte, simboli di una tradizione religiosa profonda. Anche il Castello di Sonnaz, oggi spazio espositivo, si inserisce nel racconto, a ricordarci che dietro ogni facciata si nasconde una storia complessa, proprio come nelle vite dei protagonisti.

Le scelte di Arnaud Lemort non sono semplici scenografie: sono parte integrante della narrazione. Tra acque placide, borghi antichi e architetture eleganti, si disegna un mondo sospeso, pronto a crollare al primo segno di cedimento.

Redazione

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