“Ha aperto la porta dell’aereo con il trolley, senza nemmeno scusarsi.” Così racconta un passeggero seduto vicino al finestrino, ancora incredulo per quello che ha visto. Volare nel 2024 significa spesso fare i conti con comportamenti che poco hanno a che vedere con il galateo tradizionale. Non si tratta più solo di litigare per il bracciolo o il reclinamento del sedile. Oggi c’è chi si trasforma in influencer, riprendendo ogni dettaglio del viaggio, chi si dedica a manicure improvvisate in mezzo al corridoio, e chi spruzza profumi così forti da far girare la testa a tutti. Una ricerca di Booking.com svela un paradosso: metà degli italiani giudica esasperate queste libertà a bordo, eppure quasi altrettanti si comportano come se fossero nel proprio salotto di casa. Un mix di disagi e abitudini che rende il volo un’esperienza sempre meno scontata.
I vecchi problemi legati a rumori e poco spazio sembrano ormai passati in secondo piano, superati da fastidi più strani e irritanti. Al primo posto ci sono quelli che aprono cibi dall’odore pesante o occupano troppo spazio in cabina: il 44% li indica come i più fastidiosi. Subito dopo, chi cammina scalzo nel corridoio o si sporge sopra il sedile del vicino per scattare foto o video, spesso per i social .
Non rispettare gli altri si vede anche quando qualcuno ascolta musica o guarda film senza cuffie, un’abitudine segnalata dal 36%. Non mancano poi i passeggeri che finiscono in video altrui senza volerlo o quelli che, a 10.000 metri di quota, si mettono a usare il filo interdentale . Strano ma vero: c’è anche chi si alza e cammina continuamente nel corridoio per raggiungere il proprio “obiettivo” di passi quotidiani .
Tra gli episodi più insoliti, spiccano le manicure in volo con limature o taglio delle unghie , chi si mette a registrare contenuti per TikTok o altri social e chi pratica stretching o yoga nei corridoi dell’aereo . Questi dati raccontano un quadro nuovo, che mette a dura prova la pazienza di chi viaggia.
In mezzo a questi comportamenti strani, c’è un dato che colpisce. Pur ritenendo che il viaggio in aereo debba rispettare le stesse regole di educazione di altri mezzi pubblici , circa un passeggero su otto confessa di togliersì le scarpe appena si raggiunge la quota di crociera. Un gesto che, per molti, è un tabù, ma che mostra quanto alcuni si sentano a proprio agio e rilassati a bordo.
Il desiderio di silenzio è forte: il 76% degli intervistati vorrebbe una vera “Quiet Zone”, un’area dove vietare video rumorosi, telefonate e musica a volume alto. E il 65% chiede regole più severe sull’uso della tecnologia durante il volo, per garantire un po’ di pace a tutti. È chiaro che cresce la voglia di trovare un equilibrio tra libertà personale e rispetto degli altri, in uno spazio ristretto come quello dell’aereo.
Quando si tratta di affrontare situazioni fastidiose in volo, le reazioni variano. Il 40% degli italiani preferisce rivolgersi direttamente al personale di bordo, riconoscendo il ruolo fondamentale degli assistenti nel mantenere l’ordine. Il 31% invece prova a parlare direttamente con chi dà fastidio, ma sempre con educazione.
C’è anche chi evita lo scontro e chiede semplicemente un cambio di posto . Questi comportamenti mostrano il desiderio di non trasformare il viaggio in un campo di battaglia, ma anche la consapevolezza che mantenere la calma è essenziale in uno spazio così limitato. Alessandro Callari, Regional Manager Italia di Booking.com, sottolinea che “l’esperienza di viaggio va vissuta dall’ingresso in aeroporto fino all’ultimo minuto a bordo, e che il rispetto delle regole può fare davvero la differenza.”
Gli italiani puntano soprattutto al comfort, specie nei voli lunghi. La ricerca di tranquillità e un ritorno a un galateo più rigido è un modo per bilanciare le libertà personali con la convivenza civile. Mentre alcuni trasformano l’aereo in una seconda casa, la maggioranza sogna di ritrovare decoro, atmosfera e rispetto.
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