Nel deserto di Luxor, la terra ha restituito un segreto rimasto nascosto per tremila anni. Tra le ombre imponenti delle necropoli tebane, una tomba finora ignota è emersa sotto le mani attente di una squadra olandese. Non è solo una scoperta: è un frammento vivo di una civiltà che ancora parla, raccontando storie scolpite nella pietra e custodite dalla sabbia.
Nel sito di Sheikh Abd el-Qurna, nella zona meridionale di Luxor, è stata scoperta una tomba che porta il nome di Paser. Le autorità egiziane del ministero del Turismo e delle Antichità hanno confermato il ritrovamento: la sepoltura, decorata con affreschi ancora ben conservati, racconta scene di devozione e rituali. Nonostante i millenni e un leggero strato di polvere, le immagini restano nitide: Paser è ritratto mentre rende omaggio agli dèi, ma anche in momenti più intimi accanto alla moglie, davanti a una tavola imbandita di offerte, tipica del Nuovo Regno.
Dal punto di vista strutturale, la tomba segue uno schema comune nelle sepolture private di Tebe. Un cortile aperto conduce a una cappella scavata nella roccia, con una pianta a T rovesciata, come si usava allora. Da qui si accede alle camere funerarie sotterranee, nascoste per secoli. Tra gli elementi ancora intatti spicca una panca in mattoni crudi con una nicchia, forse destinata a una stele. Una scala, affiancata da rampe dolci, conduce alla cappella, testimonianza della cura nella progettazione.
Luxor conferma ancora una volta il suo ruolo di sito archeologico di prim’ordine, dove passato e presente si incontrano grazie a metodi di scavo sempre più avanzati. La scoperta della tomba di Paser è l’ennesima prova che questa città non ha finito di raccontare la sua storia. E non è tutto: nel 2027, Luxor sarà una delle tappe principali per osservare l’eclissi solare totale, un evento che richiamerà studiosi e curiosi da ogni parte del mondo.
La tomba risale al Nuovo Regno, periodo che va dal 1550 al 1070 a.C., considerato il massimo splendore della civiltà faraonica. In quegli anni furono costruiti monumenti celebri e la necropoli tebana divenne luogo di sepoltura per nobili e funzionari di alto rango. Le prime analisi indicano che la tomba di Paser potrebbe appartenere proprio al periodo ramesside, l’ultima fase del Nuovo Regno, legata ai faraoni Ramses, in particolare Ramses II. Questo rafforza il legame tra le decorazioni e i momenti chiave della storia faraonica.
La missione archeologica dell’Università di Leiden, guidata dalla dottoressa Carina van den Hoven, continuerà le indagini per approfondire la conoscenza della tomba e di Paser. Nei prossimi mesi, i ricercatori si concentreranno su nuove analisi, sull’uso di tecnologie digitali per documentare il sito e su interventi per salvaguardare le delicate pitture ancora visibili.
Uno degli obiettivi principali è capire se ci siano altre tombe nel complesso, cosa che potrebbe far luce sulla famiglia o sul contesto sociale di Paser. Parallelamente, ricostruire la vita di questo personaggio aiuterà a comprendere meglio le gerarchie e il funzionamento della Tebe antica. La conservazione è fondamentale per evitare che il tempo danneggi ulteriormente gli affreschi, preziosi testimoni di riti e simboli di una cultura antica e sofisticata.
Scoperte come questa ci ricordano quanto Luxor sia ancora un tesoro pieno di sorprese, dove il passato si fa sentire tra le polveri del deserto. Questa città continua a parlare con forza, affascinando archeologi e storici di tutto il mondo e confermandosi uno dei siti più straordinari mai scoperti.
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