Vent’anni fa, quel sentiero era solo una traccia dimenticata, oggi è il Cammino dei Tre Villaggi, un percorso che trasforma venti chilometri in un viaggio nel tempo e nella natura. Parte da Villa San Giovanni in Tuscia, si snoda attraverso Barbarano Romano e Blera, tre borghi che sembrano fermarsi a raccontarti storie antiche, con i loro tesori archeologici nascosti tra le pietre. Nato nel 2021 grazie all’associazione Freedom APS, questo anello è già diventato famoso come “il cammino più corto d’Italia”, ma non lasciatevi ingannare dalla distanza: ogni passo regala paesaggi che cambiano, tra panorami mozzafiato e angoli di natura ancora selvaggia, un mix raro nel cuore della Tuscia.
Il Cammino dei Tre Villaggi si snoda nella provincia di Viterbo, nel cuore della Tuscia, una zona che un tempo faceva parte dell’antica Etruria. Il percorso mette insieme tre centri di grande valore: Villa San Giovanni in Tuscia, Barbarano Romano e Blera. Ognuno con la sua storia. Villa San Giovanni conserva reperti etruschi e romani, ma si è sviluppata soprattutto dal XIV secolo in poi. Barbarano Romano è arroccato su un pianoro tufaceo che domina le profonde forre del Parco Regionale Marturanum. Blera, invece, è uno dei borghi più antichi della zona, cresciuto vicino alla Via Clodia, la strada romana che collegava Roma all’entroterra etrusco.
Il cammino forma un anello che collega questi paesi, attraversando un territorio ricco di tracce storiche. Per secoli questa zona è stata strategica grazie alla presenza di due importanti vie di comunicazione: la Via Cassia e la Via Clodia. Queste strade favorivano scambi commerciali, movimenti militari e contatti culturali tra Roma e gli etruschi, lasciando segni ancora oggi visibili nel paesaggio. Siti archeologici, vie cave, necropoli rupestri e ponti romani sono lì a dimostrarlo.
Il percorso si sviluppa su circa 20 chilometri e si può completare in una giornata. Però, non fatevi ingannare dalla distanza: ci vogliono almeno 8-9 ore, contando soste e visite lungo il tragitto. Il dislivello positivo varia tra i 440 e i 500 metri, a seconda della variante scelta. La difficoltà complessiva oscilla tra escursionisti medi ed esperti, soprattutto in alcune zone come la valle del torrente Biedano, sul sentiero CAI 105, dove il terreno diventa più tecnico.
Qui si trovano rocce lisce, radici che affiorano e tratti esposti che possono diventare insidiosi con il terreno bagnato o umido. Il fondo cambia spesso: mulattiere, sentieri tra boschi, macchia mediterranea, guadi e solo brevi tratti asfaltati, meno del 5% del totale. Questa varietà regala una sensazione continua di scoperta, alternando paesaggi rurali a zone dove la natura e la storia si fondono in modo spettacolare.
La prima tappa va da Villa San Giovanni in Tuscia a Barbarano Romano, per circa 7 chilometri con 180 metri di dislivello. Villa San Giovanni è un borgo piccolo ma ricco di storia, nato nel XIV secolo tra due antiche vie. Qui si possono vedere importanti testimonianze archeologiche, come le necropoli di Ponton Graziolo e Martarello e i resti di una villa romana datata tra il III e il VI secolo d.C. Uscendo dal paese si attraversano campi e pascoli, che conducono dolcemente al Parco Marturanum. L’ingresso a Barbarano è segnato dalla maestosa Porta Romana, dentro un torrione del Quattrocento, uno degli angoli più suggestivi dell’intero cammino.
Il secondo tratto, da Barbarano Romano a Blera, copre 8 chilometri con 170 metri di dislivello e dura circa tre ore. È considerato il più bello per la varietà dei paesaggi e il valore archeologico. Barbarano è arroccato su un banco di tufo, circondato da profonde forre create dall’erosione dell’acqua. Prima di partire, vale la pena visitare la chiesa romanica di Santa Maria Assunta e i due musei locali, che raccontano la storia del territorio. Il sentiero entra poi nel Parco Regionale Marturanum, dove si incontrano vie cave, tombe rupestri, bassorilievi e antiche fonti. Lungo la forra del torrente Biedano, natura e roccia si intrecciano in scenari davvero suggestivi. Prima di arrivare a Blera, si apre un panorama che domina il paesaggio vulcanico circostante.
L’ultima tappa porta da Blera a Villa San Giovanni, per 5 chilometri con 90 metri di dislivello in circa due ore. Blera, costruita su un rilievo di tufo, fu un importante centro etrusco e poi un nodo commerciale grazie alla Via Clodia. Il borgo conserva edifici storici di rilievo, tra cui la chiesa di Santa Maria Assunta e diversi musei archeologici. Il cammino si conclude attraversando zone rurali ricche di sorgenti e testimonianze meno conosciute, regalando un finale tranquillo e riflessivo.
Per affrontare il Cammino dei Tre Villaggi serve un po’ di preparazione, soprattutto per il terreno che cambia spesso e il clima che può essere imprevedibile. Scarpe da trekking solide sono indispensabili, per avere grip sia nei passaggi più facili sia in quelli più scivolosi o rocciosi. I bastoncini aiutano nelle discese e nei guadi più impegnativi. Portate almeno 1,5 litri d’acqua e qualche snack leggero per restare energici durante le 8-9 ore di cammino, più un impermeabile in caso di pioggia improvvisa.
Il periodo migliore per partire va da marzo a giugno e da settembre a dicembre, quando il clima è più dolce e i colori della natura più vivi. In estate le temperature possono superare i 30 gradi, quindi conviene iniziare presto al mattino. Dopo piogge recenti, la valle del torrente Biedano può essere pericolosa a causa del terreno scivoloso. Chi vuole godersi con calma il territorio può dividere il cammino in due giorni, dedicando più tempo a musei, necropoli e borghi, per immergersi davvero nell’atmosfera autentica della Tuscia etrusca.
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