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Non è un paese per single: le incantevoli location toscane che raccontano un amore senza tempo

In primavera, la campagna senese si è trasformata. Non per magia, ma per il set di “Non è un paese per single”, la nuova serie tratta dal bestseller di Felicia Kingsley. La Toscana, con i suoi colli dolci e i borghi silenziosi, fa da sfondo a una storia d’amore che sembra nata proprio tra quei filari di vigneti. Matilde Gioli, nel ruolo di Elisa, vive a Belvedere in Chianti, un paese immaginario che però profuma di realtà: le sue strade, le piazze, il silenzio rotto solo dal vento. È qui che si intrecciano sfide personali e legami familiari, ma più di tutto, è questa terra a rubare la scena, regalando allo spettatore un viaggio autentico nel cuore pulsante della Toscana.

Una storia che vive tra amore, tradizione e terra

Elisa è una madre single che gestisce la tenuta Le Giuggiole a Belvedere in Chianti, un luogo che nel film rappresenta una comunità legata al bisogno di amore e radici. Tutto cambia quando l’anziano proprietario della tenuta muore, lasciando il podere ai nipoti Carlo e Michele. Mentre i due valutano di venderla, Elisa vuole trasformare la tenuta in un’azienda agricola. È lo scontro fra vecchio e nuovo, interesse personale e rispetto per il territorio. Il film mette in scena come amore e resistenza al cambiamento si intreccino, con la tenuta che diventa simbolo di memoria, famiglia e identità. Il paesaggio toscano fa da sfondo, sottolineando il legame profondo con la terra e le proprie radici.

Montalcino e Sant’Angelo in Colle, i borghi che danno vita a Belvedere

Le riprese si sono concentrate nella provincia di Siena, soprattutto a Montalcino e nella sua frazione Sant’Angelo in Colle, che vestono i panni di Belvedere in Chianti. Montalcino è un borgo che conserva intatto il fascino medievale: vicoli acciottolati, un centro storico da esplorare a piedi e monumenti come il Duomo, la Concattedrale del Santissimo Salvatore, il Palazzo dei Priori e la vivace Piazza del Popolo, cuore pulsante della città. I Musei Riuniti raccontano la storia e l’arte del territorio, mentre la rocca pentagonale domina il paesaggio regalando viste mozzafiato sulla Val d’Orcia, aggiungendo fascino e spessore al film.

Sant’Angelo in Colle, piccolo ma prezioso, mantiene una struttura medievale perfettamente conservata. La piazza principale, Piazza Castello, è stata teatro di molte scene cruciali. Qui si trovano la chiesa romanica di San Michele Arcangelo e Palazzo Franceschi, simboli della comunità locale. La Piazzetta del Pozzo, un tempo fonte d’acqua, e il Palazzo dei Tolomei arricchiscono il borgo di storia e atmosfera. Tra vicoli stretti e scorci suggestivi, Sant’Angelo si conferma il luogo ideale per storie che mescolano tradizione e vita moderna.

Terra, tradizioni e paesaggi che raccontano una cultura

Il film non parla solo di persone, ma anche del legame profondo con la terra che unisce gli abitanti della Val d’Orcia. Le tenute sono più di un patrimonio familiare: sono la continuità di una cultura rurale che valorizza il lavoro nei campi e la produzione locale. Qui si coltivano da secoli le viti per il Brunello di Montalcino e si lavorano i salumi di cinta senese, prodotti tipici che raccontano l’anima agricola del territorio. Le immagini restituiscono tutto questo: pascoli verdi, filari di vigneti ordinati e campi coltivati che sembrano dialogare con i protagonisti.

Passeggiando per Sant’Angelo in Colle si percepisce ancora questo legame profondo. Il paesaggio si apre in ampi orizzonti sulla Val d’Orcia, mentre la Via del Sole conduce tra panorami che arrivano fino al Monte Amiata e alla Maremma. Questi scenari non sono solo uno sfondo da cartolina, ma raccontano la ricchezza culturale e la biodiversità della regione. La presenza di questi luoghi dà al film una dimensione autentica, capace di toccare chi ha a cuore storie di identità e radici.

Redazione

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