Tre giorni, dal 1° al 3 maggio 2026, per scoprire la Sardegna che non ti aspetti. Monumenti Aperti torna a spalancare le porte di luoghi storici, archeologici e architettonici spesso nascosti al pubblico. Stavolta, l’attenzione si concentra su Sassari, Lunamatrona e Sanluri, città che si preparano a raccontare la loro storia con un approccio nuovo. Non semplici visite guidate: volontari e studenti non si limiteranno a spiegare, ma inviteranno a immergersi nelle leggende e nei racconti che animano questi spazi. Sarà un viaggio nel tempo, fatto di emozioni e memoria, un’occasione per respirare la cultura sarda in modo autentico e coinvolgente.
Nel cuore del nord-ovest sardo, Sassari si conferma crocevia di epoche diverse, dove passato e contemporaneità si incontrano. Nel centro storico si aprono al pubblico alcune perle monumentali, come la Cattedrale di San Nicola, con la sua architettura barocca che affascina da sempre visitatori e studiosi. Accanto, Palazzo di Città, sede del Teatro Civico, custodisce memorie e spettacoli che raccontano la cultura isolana da secoli. Fuori dalle mura, la Fontana del Rosello si impone come simbolo incontrastato della città, capolavoro tardo rinascimentale e punto di riferimento per sassaresi e turisti.
L’edizione 2026 di Monumenti Aperti porta con sé una novità che mescola tradizione e tecnologia: la Discesa dei Candelieri, festa tradizionale inserita nella lista UNESCO, si trasforma in un’esperienza digitale interattiva. Nei luoghi espositivi come l’Archivio Comunale Enrico Costa e Palazzo di Città si potranno usare visori XR per immergersi in modelli tridimensionali della festa, rivivendo l’atmosfera del 14 agosto senza muoversi dalla sala. Un modo nuovo per scoprire ogni dettaglio di una tradizione secolare.
Inoltre, il Museo Nazionale Archeologico ed Etnografico Sanna presenta il nuovo Padiglione Marcialis, un percorso che si sviluppa in tre sale dedicate all’età nuragica, fenicio-punica e romana. Tra i pezzi più importanti, spicca il materiale proveniente dal santuario di Monte d’Accoddi, l’unica ziqqurat del Mediterraneo, un monumento straordinario che sottolinea la ricchezza culturale della Sardegna nel contesto mediterraneo. Questi nuovi spazi arricchiscono ulteriormente l’offerta culturale di Sassari, mettendo in luce aspetti meno noti ma fondamentali per raccontare l’identità dell’isola.
Spostandosi nell’entroterra della Marmilla, Lunamatrona apre una finestra preziosa sulla preistoria della Sardegna. Domenica 3 maggio i visitatori potranno esplorare siti archeologici di grande rilievo come la tomba dei giganti Su Cuaddu ‘e Nixias, un monumento funerario prenuragico caratterizzato da una rara stele centinata, unica nel centro-sud dell’isola. Probabilmente era la sepoltura collettiva di antiche comunità legate ai protonuraghi vicini.
Proprio questi ultimi meritano una visita: i nuraghi di Trobas e Pitzu Cummu. Il Pitzu Cummu, arroccato su una collina con pendii ripidi, costruito in basalto e risalente all’età del Bronzo, si distingue per la posizione isolata e la raffinata ingegneria, un esempio eccellente di architettura nuragica. Visitare questi luoghi aiuta a capire le strutture sociali e culturali di un’isola che in tempi lontani sapeva difendersi e organizzarsi.
L’ambiente intorno a Lunamatrona unisce natura, archeologia e paesaggi tipici della Sardegna interna. Aprire al pubblico questi siti meno conosciuti valorizza un territorio lontano dal turismo di massa, offrendo a storici, ricercatori e appassionati un’esperienza autentica e diretta.
A pochi chilometri da Lunamatrona c’è Sanluri, con il suo castello medievale, l’unico maniero sull’isola rimasto interamente intatto e ancora abitabile. La sua data di costruzione è documentata con precisione grazie a un libro-mastro conservato nell’Archivio della Corona d’Aragona, che attesta i lavori del luglio 1355 voluti dal re Pietro IV d’Aragona. Questa certezza d’archivio aggiunge valore a un monumento già straordinario per integrità e funzionalità.
Oltre al castello, Sanluri apre le porte delle sue chiese storiche, accompagnate da guide esperte. Tra queste, spiccano San Francesco, San Sebastiano e San Rocco, edifici carichi di fede e testimonianze artistiche che raccontano il legame profondo con la comunità locale. Le visite guidate raccontano origini, trasformazioni architettoniche e opere custodite, restituendo la pietas culturale del paese.
Questi spazi sacri e le fortificazioni mostrano l’evoluzione urbana e sociale di Sanluri, tracciando una storia fatta di conflitti, fede e vita quotidiana. Monumenti Aperti 2026 offre così l’occasione di esplorare con attenzione pagine fondamentali del Medioevo isolano.
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