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Apex con Charlize Theron: alla scoperta delle spettacolari location nella natura selvaggia australiana

Il 24 aprile 2026, “Apex” sbarcherà su Netflix con una dose massiccia di adrenalina. Charlize Theron è Sasha, una donna che si muove in un’Australia selvaggia, dove foreste impenetrabili e scogliere vertiginose non sono solo scenografia, ma protagonisti a tutti gli effetti. Baltasar Kormákur, il regista, ha costruito un’atmosfera tesa, vibrante, che si insinua in ogni inquadratura. Sasha porta con sé un dolore profondo, una ferita che la spinge a sfidare i propri limiti contro un nemico letale, armato di balestra, incarnato da Taron Egerton. Una lotta serrata, fatta di resistenza fisica e solitudine, senza un attimo di respiro.

Australia selvaggia, protagonista a tutto tondo

Le location scelte per “Apex” danno al film un’atmosfera cruda e coinvolgente. Charlize Theron, anche co-produttrice, ha voluto puntare sulle vaste terre del Nuovo Galles del Sud, una regione australiana ricca di paesaggi mozzafiato e natura ancora intatta. Qui, tra coste spettacolari, parchi nazionali e foreste fitte, si respira un’aria primitiva, lontana dal caos delle città. Sydney fa da richiamo urbano, ma il cuore del film pulsa nelle zone meno battute dal turismo, dove la natura domina senza compromessi. Questi luoghi rendono credibile la storia e sottolineano il senso di isolamento che accompagna Sasha nel suo percorso.

La natura non è semplice sfondo: è una presenza viva, una sfida concreta che aggiunge realismo e drammaticità. Foreste, montagne, fiumi non sono solo elementi del paesaggio, ma veri e propri antagonisti silenziosi, capaci di dividere i personaggi e cambiare il corso degli eventi. Non è un caso che Kormákur abbia scelto di ambientare “Apex” proprio in questi angoli dove la modernità lascia spazio a un mondo primordiale.

Blue Mountains: natura e resistenza a ogni passo

Tra i luoghi più suggestivi del film ci sono le Blue Mountains, una catena montuosa che si estende per oltre 2000 chilometri quadrati nel Nuovo Galles del Sud. Un territorio plasmato da millenni, con altitudini diverse e una vegetazione che va dalla foresta subtropicale agli iconici eucalipti. Il nome “Blue Mountains” deriva dalla foschia bluastra che avvolge il paesaggio, dovuta agli oli essenziali rilasciati dagli alberi, dando al luogo un’atmosfera quasi magica.

Nonostante i danni causati dall’incendio del 2002, che ha minacciato anche l’area intorno a Sydney, la zona conserva una biodiversità ricca, rifugio per tante specie rare. Qui si possono vivere esperienze intense, come la Scenic Railway, la ferrovia più ripida al mondo, con una pendenza di 52 gradi, che attraversa panorami mozzafiato e amplifica il senso di immersione nella natura selvaggia.

Nel film, le Blue Mountains sono più di uno scenario: sono il simbolo della lotta per la sopravvivenza, la prova di resistenza fisica e mentale di Sasha, che si trova a dover affrontare pendii ripidi e boschi fitti, isolata dal resto del mondo.

Ginninderra Falls: la potenza della natura in primo piano

Altro luogo chiave è rappresentato dalle Ginninderra Falls, cascate di oltre quaranta metri che si affacciano su un paesaggio intatto nel Nuovo Galles del Sud. Le scene girate qui sono tra le più intense, con la natura che mette in mostra tutta la sua forza e bellezza, in netto contrasto con la tragedia vissuta dai protagonisti.

Le cascate sono circondate da una ricca varietà di specie animali e vegetali, a sottolineare la straordinaria biodiversità australiana. Questo aspetto richiama anche un tema importante del film: il rispetto e la tutela dell’ambiente. Oggi le Ginninderra Falls fanno parte del Kakadu National Park, un’area protetta sotto gestione privata, un fatto che ha acceso dibattiti sulla conservazione e sull’accesso pubblico, riflettendo tensioni che si respirano anche nelle ambientazioni di “Apex”.

Il fragore dell’acqua accompagna visivamente le scene più drammatiche, creando un contrasto forte con la tensione che domina la storia e immergendo lo spettatore in un mondo dove la natura è al tempo stesso minaccia e rifugio.

Jellybean Pool e Royal National Park: angoli di pace e sfide estreme

Nel racconto emerge anche un luogo più raccolto: la Jellybean Pool di Glenbrook, una piscina naturale dalle acque limpide nel Glenbrook National Park. Qui la natura si mostra più gentile, un’oasi di calma nel mezzo del caos. Per chi vive in zona, è un rifugio, un momento di pausa dallo stress quotidiano.

In “Apex” questo spazio serve a evidenziare il senso di isolamento interiore di Sasha, che passa da ambienti duri a luoghi più tranquilli ma altrettanto solitari. La piscina, incorniciata da rocce, ospita momenti di pausa quasi meditativi, dove la quiete nasconde sempre un pericolo in agguato.

A completare il quadro ci sono poi i paesaggi del Royal National Park, uno dei parchi nazionali più antichi al mondo, sempre nel Nuovo Galles del Sud. Qui si alternano spiagge selvagge, scogliere a picco sull’oceano, vallate fluviali e boschi di mangrovie. Un patrimonio naturale che arricchisce il film con scenari variegati, perfetti per le scene ad alta tensione.

La varietà degli ambienti del Royal National Park permette di seguire Sasha in tappe diverse, ognuna con un carattere proprio che racconta la durezza della sopravvivenza in condizioni estreme.

La storia di Sasha si intreccia con la forza primordiale della natura, che in “Apex” diventa il vero cuore pulsante di un’avventura fatta di paura, coraggio e solitudine, trasportando lo spettatore in un viaggio che sfrutta la bellezza e il pericolo di questi luoghi selvaggi.

Redazione

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