Il 25 e 26 aprile, la Costiera dei Cech – quel lembo silenzioso e carico di storia in Valtellina – si risveglia come non accadeva da anni. Traona, Cino e Cercino, piccoli borghi sospesi nel tempo, aprono le loro porte a chi vuole scoprire un passato ancora vivido. Non è una semplice festa. È un viaggio nei vicoli acciottolati, dove ogni pietra racconta storie antiche, incorniciate da montagne maestose e dalle acque tranquille del Lago di Como, proprio ai piedi delle Alpi. Un invito a immergersi nelle tradizioni, a sentire il battito di una terra che non si dimentica.
La Costiera dei Cech si presenta come una serie di borghi che sembrano fermi nel tempo. Qui i paesaggi sono veri dipinti: coltivazioni terrazzate si fondono con vedute sul Lago di Como e le cime alpine. Traona, Cino e Cercino, affacciati come balconi naturali sulla valle, custodiscono le tracce di un passato legato al lavoro della terra e alle tradizioni contadine. Ogni vicolo racconta storie: antichi mulini, torchi di pietra e cantine scavate nella roccia, normalmente chiuse al pubblico, si aprono eccezionalmente, rivelando dettagli architettonici e ambienti che parlano di vite passate. Palazzi nobiliari accolgono curiosi e appassionati come scrigni d’arte e storia, mentre le vecchie chiese mostrano un patrimonio culturale tutto da riscoprire.
Questi piccoli centri non sono affollati come le mete alpine più note, ma proprio qui sta il loro richiamo. Attraversarli significa immergersi in un modo di vivere lento e autentico, dove le radici culturali sono tutelate con attenzione. Gli scorci sui panorami naturali amplificano l’effetto di un viaggio che coinvolge i sensi e l’anima.
Al centro della festa ci sono le rievocazioni storiche, che ne rappresentano il cuore pulsante. Le strade si trasformano in teatri di un passato secolare, popolato da figure uscite dalla storia: tessitrici al telaio, mercanti con stoffe e pelli, armigeri e giocolieri che animano piazze e vicoli. Per tutto il fine settimana l’atmosfera si riempie di suoni e colori di un tempo lontano, invitando il visitatore a immergersi in epoche diverse. Non mancano personaggi affascinanti e suggestivi, come streghe e tipografi, che aggiungono un tocco quasi magico alle rievocazioni.
Tra gli eventi più attesi, le esibizioni di falconeria. Rapaci come falchi, gufi reali, poiane e aquile volteggiano a bassa quota, mostrando tecniche di caccia che stupivano anche i nobili di un tempo. Questi spettacoli si rivolgono a grandi e piccoli, suscitando meraviglia e rispetto per queste creature maestose e per il patrimonio naturale del territorio.
In parallelo, i mestieri tradizionali prendono vita grazie ad artigiani che propongono dimostrazioni dal vivo, mostrando come si lavora il legno, la lana e altri materiali tipici. Questo intreccio tra storia e manualità rende la festa un appuntamento prezioso per chi vuole conoscere davvero la cultura locale e il suo patrimonio umano.
Traona è il cuore storico della Costiera. Nato nel Medioevo, il borgo si sviluppò intorno alla Via Valeriana, strada commerciale fondamentale che collegava Milano alle Alpi e al lago. Ancora oggi, l’Arco Dogana ricorda quel ruolo di dogana e punto di passaggio per merci e persone. Entrando da qui si apre un percorso tra dimore nobiliari, laboratori araldici e luoghi intrisi di storia.
Durante la festa, le cantine scavate nella roccia si trasformano in palcoscenici per degustazioni di vini e prodotti locali. Il connubio tra storia e sapori autentici offre un’esperienza completa, dove passato e presente si intrecciano senza soluzione di continuità.
Tra gli eventi in programma, la scuola di magia ispirata a Merlino, figura leggendaria che alimenta le storie locali, e gli spettacoli di falconeria nei cortili e nelle piazze storiche. Tutto questo trasforma il borgo in un punto d’incontro culturale, dove la storia si fa accessibile e coinvolgente.
Cino è legato da sempre alla pastorizia e alla cultura contadina. Il paese si sviluppa a mezza costa, attraversato da torrenti che nel tempo hanno modellato il territorio. Le case, dipinte e decorate con cura, raccontano uno stile di vita scandito dalle stagioni e dalle transumanze.
La festa riporta in vita queste tradizioni, con le “Celtolimpiadi”: gare di forza e abilità ispirate ai giochi antichi, che coinvolgono abitanti e visitatori in sfide a misura di tradizione. L’unione tra attività fisica e cultura rende il borgo un luogo vivo, in dialogo con il passato ma aperto a una partecipazione collettiva.
Il percorso del Sentiero dei Cinque Cerchi arricchisce l’offerta: un itinerario che unisce storia locale e approccio moderno. I momenti conviviali sono scanditi da piatti tipici, come la tradizionale pizzoccherata, protagonista di incontri e scambi culturali che raccontano la cucina autentica valtellinese.
Cercino ha un carattere diverso, segnato da una storia intensa e drammatica. Nato intorno all’anno Mille, il borgo ha vissuto cambiamenti politici e sociali, diventando comune indipendente. La Guerra dei Trent’anni ha lasciato tracce profonde nel tessuto urbano e nella memoria della comunità.
Durante la festa, la pianura di Cercino si trasforma in un teatro di rievocazioni belliche. Accampamenti, ricostruzioni di assedi, dimostrazioni con artiglieria e duelli tra arcieri coinvolgono il pubblico in un racconto storico vivo e appassionante. Questi momenti mettono in luce la complessità delle vicende passate e l’organizzazione militare dell’epoca.
Accanto alle scene di guerra, la festa trova spazio nella convivialità con la preparazione e distribuzione della polenta, piatto tradizionale che unisce sapori e storie antiche. Cercino dimostra così come memoria storica e cultura popolare possano camminare insieme, mantenendo saldo il legame tra uomo, terra e tempo.
La Festa degli Antichi Borghi non si limita alle rievocazioni e alla riscoperta dei borghi. Il programma offre anche attività legate alla natura e al territorio, con trekking, passeggiate guidate e itinerari lungo i sentieri della Costiera dei Cech.
Accompagnati da musicisti e giullari, i cammini diventano un’esperienza a tutto tondo, unendo la bellezza del paesaggio a musica e spettacoli itineranti. Alcuni percorsi prevedono anche il trasporto a dorso d’asino, un richiamo ai modi di vita antichi che rende più intima la relazione con l’ambiente.
Questa formula trasforma la visita in un’occasione per scoprire la Valtellina da punti di vista diversi, valorizzando tanto il patrimonio storico quanto le meraviglie naturali di una terra che conserva intatte tracce di mille anni di storie e tradizioni.
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