Camminando sul fondo di una gola stretta e profonda, si percepisce un sapore metallico in bocca, come un segreto sussurrato dall’aria fresca che scende dalla montagna. È la gola dell’Aare, nel cuore dell’Oberland bernese, un canyon che si apre tra Meiringen e Innertkirchen, dove il fiume Aare si fa protagonista. L’acqua cambia umore a ogni curva: a volte calma e quasi carezzevole, altre volte impetuosa e fragorosa. Le pareti rocciose si innalzano fino a duecento metri, lisce e imponenti, con vene chiare che testimoniano ere geologiche passate. Lo spazio tra le due sponde si restringe fino a sfiorare il tocco di una mano, quasi a voler ricordare quanto sia fragile il confine tra natura e uomo. Ma non è solo un luogo di bellezza: la leggenda del Tatzelwurm, una creatura mitica metà drago e metà serpente, ha tenuto lontani gli abitanti fino a quando, alla fine dell’Ottocento, fu tracciato il primo sentiero attraverso questa spaccatura rocciosa.
La gola dell’Aare ha radici che affondano lontano, ben prima che le Alpi assumessero la forma che conosciamo oggi. Le rocce del massiccio del Kirchet risalgono al Cretaceo, tra 130 e 60 milioni di anni fa, quando qui c’era un mare chiamato Tetide. I sedimenti depositati sul fondo di quel mare si sono trasformati in calcare duro, dando vita a queste pareti resistenti. Circa 15 milioni di anni fa, la spinta delle Alpi ha sollevato questi strati rocciosi, creando un massiccio imponente ma stabile dal punto di vista geologico.
La gola, però, è frutto di un lavoro più recente, legato ai ghiacciai. Durante le ere glaciali, iniziate uno o due milioni di anni fa, enormi ghiacciai hanno modellato la roccia senza distruggerla, levigandola e preparando il terreno per l’erosione dell’acqua. Il vero scultore è stato il fiume Aare, che raccoglie l’acqua dello scioglimento dei ghiacciai. Con forza e costanza, ha scavato la roccia, aprendo gole successive nei cicli di avanzata e ritiro dei ghiacci. Alcune di queste gole si sono poi riempite di sedimenti, ma quella dell’Aare è rimasta intatta, diventando oggi la più spettacolare.
Il paesaggio che si vede è il frutto di questa erosione continua: rocce levigate, profonde cavità formate da vortici turbolenti e marmitte glaciali che raccontano la potenza del fiume. E questo lavoro non si ferma: ogni giorno, ogni ora, l’acqua continua a modellare la gola, millimetro dopo millimetro.
L’accesso alla gola avviene da due punti: uno a Meiringen, l’altro a Innertkirchen. Il percorso è aperto soprattutto d’estate, quando il clima più mite permette di attraversare la gola da un capo all’altro. Camminare qui significa seguire passerelle di legno sorrette da strutture metalliche ancorate alla roccia. In alcuni tratti si attraversano gallerie scavate nella montagna, indispensabili per superare passaggi stretti. Non mancano le protezioni per garantire la sicurezza dei visitatori.
Il giro completo dura circa 45 minuti, ma dipende da quanto ci si ferma ad ammirare il paesaggio. Ci sono punti dove la luce filtra in modo particolare o dove la gola si stringe improvvisamente, creando giochi di ombre e riflessi sull’acqua che invitano a fermarsi più a lungo.
Nei venerdì e sabato sera di luglio e agosto, la gola cambia volto grazie a un’illuminazione artificiale: le pareti si colorano di luci, il fiume sembra danzare in un’atmosfera quasi magica. Queste serate attirano meno gente, regalando un’esperienza più intima e silenziosa, perfetta per chi vuole immergersi nella natura.
Il clima nella gola resta fresco anche nelle giornate più calde, un sollievo naturale durante l’estate. Quando piove, tutto si trasforma: il rumore dell’acqua si fa più intenso, il fiume si gonfia e la potenza della natura si fa sentire forte e chiara.
L’accessibilità è pensata per tutti. L’ingresso ovest è adatto anche a carrozzine leggere e passeggini stretti, mentre il resto del percorso richiede un po’ più di agilità, senza però ostacoli difficili. Ai due ingressi ci sono strutture per i visitatori: un ristorante principale e un bistrot con terrazza, entrambi con vista sulle Alpi.
Un dettaglio da non dimenticare: il biglietto d’ingresso include anche un viaggio sul treno locale che collega Meiringen a Innertkirchen. Così non serve tornare indietro a piedi, ma si può godere di un comodo rientro dopo la visita.
La gola dell’Aare si trova nell’Haslital, una valle laterale che attraversa l’arco alpino bernese. Qui si alternano montagne, impianti idroelettrici e villaggi ricchi di tradizioni. Il territorio si estende dal Passo del Grimsel fino al Lago di Brienz, offrendo paesaggi vari e suggestivi.
Il punto di partenza più comodo è Meiringen, noto anche per la leggenda di Sherlock Holmes. Da qui l’ingresso ovest è a pochi minuti a piedi. L’ingresso est si trova a Innertkirchen. Chi arriva in auto trova parcheggi vicino a entrambi gli accessi, per evitare lunghe camminate.
In alternativa, c’è il treno regionale che collega Meiringen a Innertkirchen, con fermate vicine agli ingressi. Dalla stazione si raggiunge il sentiero con una breve passeggiata in piano.
La gola è una vera ferita che il fiume Aare ha aperto nella montagna, imponendo la sua forza e volontà. Entrarci significa immergersi in un monumento naturale vivo, modellato ogni giorno dall’acqua, centimetro dopo centimetro.
Il 1° maggio 2026: cinque destinazioni per un lungo weekend da vivere senza fretta Il…
Venerdì 10, alle 21.30 su Rai 1, Carlo Conti torna in prima serata con un…
Il 20 gennaio 2024, Charles Leclerc ha detto sì ad Alexandra Saint Mleux in una…
Il tredicesimo compleanno di Santiago ha acceso la festa in casa Rodriguez-De Martino. Belen e…
Nel 1984, Eduardo De Filippo varcò una soglia insolita per un artista del suo calibro:…
Ogni primavera, il Giardino Bardini si trasforma in un caleidoscopio di viola. Oltre settanta metri…