Il 18 e 19 aprile, migliaia di porte si apriranno in tutto il mondo. Case, studi, laboratori dove hanno vissuto e lavorato personaggi noti, di solito chiusi al pubblico, diventeranno per due giorni spazi vivi di storie e ricordi. In Italia, saranno più di 150 le dimore accessibili, sparse in 18 regioni diverse. Non parliamo di musei tradizionali, ma di ambienti intimi, dove si avverte ancora il respiro di chi li ha abitati, dove le idee hanno preso forma. È la seconda edizione globale di un’iniziativa promossa dall’Associazione nazionale case della memoria, con il sostegno del Ministero della Cultura. Un’occasione preziosa per immergersi nella cultura, senza filtri.
L’idea è semplice ma potente: dare accesso a case, studi e dimore storiche che normalmente non si visitano o sono difficili da raggiungere. Non si parla di musei canonici, ma di spazi personali che raccontano direttamente le vite di scrittori, scienziati, artisti, santi e collezionisti. Entrare in queste case significa entrare in contatto con tracce di esistenze vere, più che con opere esposte. Le giornate prevedono aperture straordinarie, visite guidate, laboratori a tema e formule di ingresso spesso gratuite o a prezzi contenuti, per coinvolgere anche chi di solito sta lontano dai circuiti culturali tradizionali. È una rete che unisce storie e Paesi diversi, mantenendo vive le narrazioni custodite in questi spazi. Le prenotazioni sono aperte fino al 15 aprile sul sito ufficiale, per gestire al meglio i flussi e garantire visite di qualità. Alcuni ingressi sono liberi, altri a offerta libera, altri ancora con tariffa fissa a seconda del luogo e delle attività.
In Piemonte non mancano proposte di rilievo. A Torino, il Museo Francesco Faà di Bruno, dedicato al beato scienziato e militare noto per il campanile che domina la città, aprirà le porte. La visita comprende la salita di 300 scalini, da cui si gode una vista rara sulla città. Sempre a Torino, il Museo Carol Rama invita a scoprire l’appartamento dove l’artista ha vissuto e lavorato per più di settant’anni, un luogo denso di memorie tra opere, oggetti personali e cimeli di famiglia. Le visite sono pensate per piccoli gruppi, per un’esperienza più intima. Il Museo Casa Don Bosco offrirà invece accesso gratuito con visite autonome supportate da audioguide digitali.
Fuori città, la Fondazione Cerruti di Rivoli sarà aperta domenica 19 aprile senza biglietto. La Casa Museo Antonio Carena propone visite guidate con il curatore a un prezzo simbolico. Al Castello di Miradolo, vicino a Pinerolo, una visita speciale sarà accompagnata da una degustazione di tè tematica e da un laboratorio per bambini, ideale per le famiglie. Anche il Museo Casa Galimberti nel cuneese proporrà visite a tema, spesso interattive e rivolte a grandi e piccoli. Per l’atelier di Angelo Morbelli in Monferrato è consigliata la prenotazione anticipata per assicurarsi un posto.
Oltre al Piemonte, in altre regioni italiane si respirerà aria di storia e cultura. Il Castello di Gradara dedicherà due giornate a visite tematiche nei suoi ambienti medievali, con laboratori per ragazzi ispirati a storie e leggende della rocca. A Dozza, la Rocca Malvezzi-Campeggi racconterà la sua trasformazione da fortezza a dimora nobiliare attraverso eventi e incontri.
A Certaldo, la casa natale di Giovanni Boccaccio sarà visitabile gratuitamente in entrambi i giorni. Sabato 18 aprile è previsto un appuntamento speciale con la Fondazione Ente Boccaccio, che approfondirà la figura dell’autore del Decameron con racconti legati ai luoghi della sua giovinezza. Un’occasione unica per conoscere da vicino uno dei pilastri della letteratura italiana, in un’atmosfera autentica e raccolta. In Toscana, Firenze offrirà diverse aperture, dalla casa museo di Franco e Lidia Luciani al Museo del Ciclismo dedicato a Gino Bartali, simbolo di sport e impegno civile. Non mancheranno spazi meno noti ma altrettanto affascinanti, come lo studio di Piero Bargellini, figura di rilievo nella cultura e politica fiorentina del Novecento.
Aprire le case della memoria significa fare un salto dentro la storia attraverso la vita quotidiana di chi ha lasciato un segno. Non si tratta solo di dati o opere, ma di emozioni, abitudini e contesti sociali che hanno accompagnato queste vite straordinarie. Entrare in questi spazi aiuta a creare un legame diretto con il passato, trasformando la visita in un’esperienza coinvolgente e toccante.
L’Associazione nazionale case della memoria sottolinea come questa rete internazionale sia un esempio di collaborazione culturale che supera confini geografici. L’evento diventa così un’occasione preziosa per rafforzare il dialogo tra culture diverse e sensibilizzare soprattutto i giovani sull’importanza di custodire il patrimonio immateriale. Dalle dimore medievali agli studi di artisti contemporanei, la varietà dei luoghi racconta un patrimonio ricco e variegato, da scoprire con calma e attenzione. Chi vuole partecipare deve affrettarsi: le prenotazioni chiudono il 15 aprile. Un invito a immergersi nella storia vera, fatta di pietre, stanze e ricordi domestici.
A trent’anni chilometri dalla costa orientale di Porto Rico, Culebra si stende come una striscia…
Benvenuti a Hangzhou, dice Costantino della Gherardesca, mentre il gruppo scende dal bus. Pechino Express…
Nel cuore pulsante del Rione Sanità, il cimitero delle Fontanelle sta per riaprire le sue…
Lo studio di Stasera Tutto è Possibile era un vero campo di battaglia per il…
Quando Martina Miliddi è entrata nella scuola di “Amici”, il pubblico ha subito capito che…
«Girl Power» non è mai passato di moda. Le Spice Girls, icone degli anni Novanta,…