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Isole Lavezzi: le Seychelles del Mediterraneo tra acque cristalline e granito scolpito in Corsica

Redazione 31 Marzo 2026

Tra Corsica e Sardegna, a pochi chilometri da Bonifacio, spuntano le isole Lavezzi, un piccolo arcipelago che sembra rimasto fuori dal tempo. Non c’è un porto, né un hotel: solo rocce di granito che si tuffano in acque cristalline, illuminate da una luce che cambia di continuo. Il vento si mescola al fragore del mare, creando un’atmosfera primordiale. Per questo le Lavezzi vengono spesso chiamate “le Seychelles del Mediterraneo”, ma qui la natura non è addomesticata, è selvaggia e autentica, come poche altre.

Un ecosistema fragile sotto stretta sorveglianza

L’arcipelago delle Lavezzi conta decine di isolotti ed è parte della Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, nata nel 1982. Questo parco marino è uno degli ambienti più delicati del Mediterraneo, con una fauna marina ricca e specie di uccelli protette, sotto costante controllo degli esperti. Le regole sono rigide: niente bar o strutture per i turisti, e tutto quello che porti con te deve tornare indietro. Il motivo è semplice: mantenere un equilibrio fragile, dove il paesaggio resta quasi intatto e il silenzio la fa da padrone. L’uomo si sente appena, lasciando spazio a un contatto diretto con la natura. Le correnti, i venti e gli scogli creano un ambiente marino complesso, che da sempre ha messo alla prova pescatori e navigatori.

Lavezzu, l’isola cuore senza abitanti

L’isola di Lavezzu, o Lavezzi, è il cuore naturale dell’arcipelago ed è l’unica aperta al pubblico. Disabitata, si presenta con un terreno chiaro coperto di macchia mediterranea e grandi rocce di granito levigate dal tempo. Il mare intorno sfoggia colori che vanno dal turchese al blu intenso, riflettendo ogni cambio di luce e profondità. Un sentiero di poco più di un’ora collega le calette, ma lungo il percorso le bellezze naturali costringono a fermarsi spesso. Le spiagge sono piccole, riparate, con acque basse e trasparenti, come Cala Lazarina e Cala Achiarina. Altre baie, come Cala di u Lioni e Cala della Chiesa, offrono un’atmosfera raccolta, lontana dalla confusione.

Al centro dell’isola ci sono due cimiteri che ricordano le vittime del naufragio della nave Sémillante nel 1855, luoghi di silenzio e memoria. Vicino si trovano anche tracce archeologiche: un riparo neolitico, i resti di un antico ovile e una cappella dedicata a Santa Maria, segni di una presenza umana lontana nel tempo. L’assenza totale di alberi rende l’isola esposta nelle ore più calde, quindi conviene prepararsi bene prima di partire.

Cavallo, l’isola esclusiva tra natura e quiete

A poca distanza dalle Lavezzi si trova l’Isola di Cavallo, area privata accessibile solo a ospiti delle strutture turistiche. Qui l’eleganza si sposa con la natura: le ville si nascondono tra le rocce e non circolano veicoli tradizionali, solo elettrici. Disabitata per secoli, ha iniziato a trasformarsi nel Novecento senza stravolgere il paesaggio, mantenendo un’atmosfera esclusiva e tranquilla.

Le spiagge più famose hanno sabbia chiara e acqua limpida, incorniciate da rocce dalle forme bizzarre. Plage de la Double si distingue per la vista aperta e il faro in lontananza, mentre Palma è la spiaggia più ampia, con fondali dolcemente digradanti. Zeri e Greco, meno frequentate, offrono invece un paesaggio più selvaggio e una vegetazione più fitta rispetto a Lavezzu. L’isola resta calma quasi tutto l’anno, animandosi solo d’estate con un turismo selezionato.

Piana e gli isolotti, un mosaico naturale

Tra la Corsica e le Lavezzi c’è anche l’Isola Piana, a circa 300 metri dalla costa corsa. Qui, durante la bassa marea, una lingua di sabbia collega l’isola alla spiaggia di Piantarella, creando una passerella temporanea tra mare e terra.

Gli altri isolotti come Ratino e Sperduto sono quasi intatti. Coperti di granito e vegetazione rada, hanno approdi difficili e si raggiungono solo via mare. Sono un vero labirinto naturale, plasmato dagli elementi nel corso dei millenni, dove l’uomo può solo osservare, senza intervenire.

Come arrivare alle Lavezzi da Bonifacio

L’unico modo per raggiungere le Lavezzi è via mare, partendo da Bonifacio, cittadina corsa arroccata su scogliere alte oltre 70 metri. Il porto turistico di Bonifacio è il punto di partenza principale per le escursioni verso Lavezzu. In estate, i collegamenti sono frequenti e il viaggio dura circa mezz’ora.

Il ritorno spesso segue la costa, regalando viste spettacolari sulle scogliere, grotte marine e l’antica città sospesa di Bonifacio. Ci sono crociere giornaliere con soste in varie calette e possibilità di noleggiare barche private per chi ha la patente nautica. Chi naviga deve però rispettare regole severe per proteggere l’area, soprattutto le praterie di Posidonia.

Il meteo gioca un ruolo decisivo: vento forte e mare agitato possono bloccare le partenze senza preavviso, perciò è meglio organizzarsi con flessibilità. Una volta arrivati, non resta che adattarsi a un ambiente rimasto quasi intatto, un equilibrio raro e prezioso che si conserva grazie al rispetto della natura e alla scarsa presenza umana.

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