A circa 200 miglia a est di Batam, nel cuore del Mar Cinese Meridionale, le Anambas emergono come un arcipelago quasi segreto, avvolto da un silenzio raro. Qui il tempo sembra scorrere con un ritmo tutto suo, lento e deciso. Acque cristalline lambiscono isole ricoperte da foreste rigogliose, dove la natura è rimasta intatta, lontana dai clamori del turismo di massa. Gli abitanti, legati a tradizioni antiche, vivono ancora in armonia con il mare e la terra, custodendo un patrimonio culturale prezioso e raro. Lo sguardo si perde tra montagne verdi che si riflettono in fondali trasparenti e villaggi su palafitte, sospesi tra passato e presente.
Le Anambas sono un territorio quasi segreto, composto da un centinaio di isole, molte ancora selvagge. Solo 25 sono abitate, mentre le altre custodiscono biodiversità ancora tutta da scoprire. Le acque cristalline attirano gli amanti delle immersioni da tutta l’Asia, con fondali ricchi di coralli colorati, gorgonie e specie marine come pesci farfalla e cernie. Le scogliere di granito emergono dalle acque e si coprono di foreste pluviali, dove liane si intrecciano con alberi giganti e piante aromatiche che sprigionano profumi intensi di natura viva e rigogliosa.
Spesso si paragona questo arcipelago a un mix tra le Maldive e la baia di Ha Long in Vietnam, per la convivenza tra lagune di sabbia finissima e picchi rocciosi dalle forme scolpite come da mani di scultori naturali. Ovunque — dalle baie nascoste agli angoli più remoti — la luce gioca con l’acqua, creando riflessi che cambiano di ora in ora e non si ripetono mai. Questo intreccio di elementi rende le Anambas un vero laboratorio a cielo aperto per chi ama la natura e cerca un’esperienza autentica in terre poco contaminate.
Tra le isole più famose c’è Pulau Bawah, spesso chiamata la “laguna segreta delle Anambas”. Si tratta di un gruppo di isolette che formano una sorta di scudo naturale intorno a un lago interno dalle acque limpide, che vanno dal turchese allo smeraldo. La sabbia è morbida e bianca, riflette la luce del sole tropicale e contrasta con il verde fitto della vegetazione che si arrampica su colline di granito. Nei sentieri della foresta si incontrano alberi enormi, liane pendenti e piante aromatiche: un ecosistema integro e ricco di vita.
Sotto la superficie, invece, c’è un altro mondo: i relitti delle navi Seven Skies e Igara giacciono sul fondo, ormai parte della barriera corallina. Le strutture metalliche hanno fatto da base per la crescita dei coralli, mentre gorgonie rosse, pesci farfalla e grandi cernie vivono in questo habitat unico. Il sito è meta di subacquei esperti da tutta l’Asia, attratti dall’opportunità di esplorare un ambiente sottomarino ricco di biodiversità e storia. Le immersioni qui sono un mix di natura, archeologia e avventura.
Pulau Penjalin si riconosce subito all’orizzonte per la sua forma a cupola e il verde scuro che la ricopre. Le spiagge di sabbia bianca si adagiano lungo la costa come una corona di mezzalune, spesso incorniciate da palme da cocco mosse dal vento. L’ombra è un rifugio naturale, perfetto per godersi la vista di fondali popolati da coralli e stelle marine. Le aquile di mare dal ventre bianco nidificano in cima, sorvolando l’isola in uno spettacolo che si sposa con i tramonti arancioni che avvolgono il paesaggio.
Pulau Keramut, invece, è conosciuta come “l’isola delle tartarughe” per le sue spiagge usate come zona di deposizione da diverse specie marine durante la riproduzione. Qui dune di sabbia chiara si immergono dolcemente nelle acque basse, accompagnate da correnti che portano plancton e piccoli pesci. Questi fattori sostengono la vita marina e offrono un ambiente protetto per le tartarughe. Sono attivi vari progetti di tutela ambientale con volontari locali e organizzazioni internazionali, che vigilano sui nidi per garantire che le piccole tartarughe possano raggiungere il mare senza pericoli.
Pulau Siantan ospita il centro abitato più importante dell’arcipelago: Tarempa, la capitale amministrativa di questo angolo isolato dell’Indonesia. Situata in una baia profonda e circondata da colline verdi, la cittadina ha un aspetto particolare. Le case sono collegate da passerelle di legno sospese sull’acqua, formando una rete unica che permette di muoversi anche quando la marea è alta. In quei momenti l’acqua lambisce le fondamenta degli edifici, creando un’atmosfera suggestiva.
Tarempa è un crocevia culturale dove moschee con cupole verdi convivono con templi cinesi riccamente decorati. Nei ristoranti si trovano piatti tradizionali legati soprattutto alla cucina malese: il nasi dagang, riso speziato con curry di pesce, e l’otak-otak, polpette di pesce cotte in foglie di banana su brace di cocco. Sono sapori che raccontano storie di mare e comunità. Poco lontano dalla città parte il sentiero per la cascata Temburun, una serie di sette cascate che scendono tra rocce scure fino al mare. Intorno a Tarempa, storia, cultura e natura si fondono, con una vita quotidiana che segue i ritmi del mare e della terra.
Jemaja è una delle isole più grandi delle Anambas, con un profilo dolce e lunghe spiagge che si tuffano nell’oceano. Tra tutte spicca Padang Melang, una spiaggia di circa 8 chilometri, bordata da filari di casuarine e palme che offrono un’ombra preziosa, soprattutto al pomeriggio. Qui l’atmosfera è ancora profondamente rurale: i villaggi vivono di agricoltura e pesca, mantenendo tradizioni antiche e una forte cooperazione tra famiglie.
Le imbarcazioni tipiche, chiamate pompong, solcano i canali interni, collegando le frazioni e facilitando il trasporto di merci e persone. Le case sono costruite con materiali naturali come legno e foglie, e i tetti inclinati servono a far scorrere l’acqua delle piogge monsoniche, frequenti soprattutto d’inverno. La vita sull’isola scorre lenta, rispettando il territorio e le stagioni. Questo equilibrio fragile ma prezioso ha permesso di mantenere un ambiente ricco ma vulnerabile.
Le Anambas sono fuori dai percorsi turistici più battuti dell’Indonesia e raggiungerle richiede un po’ di spirito d’avventura e organizzazione. Una delle vie più usate è il mare: navi passeggeri locali collegano Tanjung Pinang, Batam e altre città delle isole Riau con l’arcipelago. Il viaggio dura dalle 18 alle 20 ore, spesso immersi solo nel mare, con l’orizzonte libero e senza terra in vista — un’esperienza intensa e isolata.
L’alternativa più veloce è il volo da Batam o Tanjung Pinang verso l’aeroporto di Letung, sull’isola di Jemaja. Da lì, barche veloci portano facilmente agli altri centri abitati, compresa la capitale Tarempa. Una volta arrivati, il mezzo più usato per spostarsi è la barca: taxi d’acqua, pescherecci adattati e motoscafi privati. Il mare è la vera arteria di questo arcipelago, fatto di isole verdi che spuntano all’improvviso, lagune silenziose e paesaggi capaci di portare chi li visita in un tempo lontano, ormai raro nel Sud-est asiatico.
Le Anambas restano così un rifugio ancora poco toccato dal turismo internazionale, un luogo raccolto e intatto che conserva un’identità forte e affascinante. Scoprirle significa immergersi in un mondo dove natura, cultura e tradizione convivono senza forzature, abbracciati dall’azzurro infinito dell’oceano.
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